
Girovagando nelle campagne coratine, tra masserie e antichi casali
Girovagando nelle campagne coratine, tra masserie e antichi casali
Il circondario di Corato città offre una magnifica collezione di manufatti rurali, da gustarsi con tutta la serenità di una lenta pedalata tra le campagne
Cercare bellezza nell’agro coratino e trovarne tanta. Dopo qualche numero della rubrica dedicato a tracce storiche e paesaggistiche forestiere, per quanto limitrofe, stavolta si torna a respirare cultura e storia locale, senza necessità di “affaticarsi” per arrivare sulle alture murgiane.
Il circondario di Corato città offre, infatti, una magnifica collezione di manufatti rurali, da gustarsi con tutta la serenità di una lenta pedalata tra le campagne. Ville, torri, masserie, casini padronali, racchiusi nel raggio di pochi chilometri, espressione di una tradizione agreste dedita alla coltivazione delle fertili terre ma fatta anche di eleganti “ritiri” estivi delle famiglie benestanti di una volta.
Lungi dal voler proporre un’asettica carrellata fotografica, si precisa che le poche strutture qui osservabili costituiscono solo una minima parte, esigui esempi, di quel prezioso scrigno di cultura che è il patrimonio storico-architettonico rurale, con il solito debole “ruderofilo” e malinconico per le cose abbandonate (per i malintenzionati, dunque, non c’è più nulla da depredare; per gli allarmisti, tranquilli, non si fornisce la posizione).
Rimanendo al di sotto del primo gradino di risalita murgiana e spingendosi in direzione Andria, si parte forte, osservando l’accattivante bellezza, ormai inesorabilmente decadente, di Villa Lamonica, qui vestita di una sgargiante veste primaverile vista dalla strada.
Le contrade Scannagatta, Lago Martino, Chiusurella, zone molto produttive, sono conseguentemente ricche di edifici rurali, spesso ottocenteschi, in cui ci si imbatte con piacere. Il rosso dell’intonaco della facciata regala ancora un tocco di colore e di vita alla fatiscente ma raffinata trascuratezza di Villa Spallucci, mentre le possenti garitte di Casino Friuli, a ridosso del Tratturo Barletta-Grumo, ci ricordano delle esigenze difensive nelle turbolente campagne di una volta.
Tra ulivi e vigne, pietra a vista ed intonaco scrostato, anche i declivi morbidamente degradanti verso i porti marittimi di Trani e Bisceglie regalano soddisfazioni, per chi le ritiene tali. La nobile famiglia biscegliese dei Frisari impreziosì il suo latifondo in territorio coratino con l’omonima, semplice, Masseria (e la vicina Torre), dalle calde tinte di facciata, mentre poco distante la sobria robustezza di Masseria Zippitelli (già precedentemente Casino Lamonica) resiste da quasi due secoli (A.D. 1829).
Se non ne avete ancora abbastanza, per il momento si vuol concludere l’odierna trattazione con un’ultima traccia, manco a dirlo piuttosto malmessa: si tratta di Casino Loiodice (già Casino Reddito), tra le ubertose lande di contrada Capricciosa. Pietre diroccate e struttura semplice, senza particolari orpelli, con parte più recente, datata 1912, ma con una particolarità sul retro, un’iscrizione lapidea che recita così:
“Ego Nicolaus Antonius Lancillottus aedificavi A.D. 1585”
Chissà se si tratta di un caso di riutilizzo dell’architrave, prelevato da altro luogo, oppure se se il buon Lancillottus si riferiva al casino in questione, facendone così uno dei più antichi di Corato.
Commenti
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Quanto è incredibilmente bello!!!
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Bravi e grazie







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