Furti in aziende agricole della Murgia, imprenditore denuncia: «Conviene chiudere piuttosto che stare qui»

Per Giovanni Tannoia, che l’altra notte ha subìto l’ennesimo furto nella sua azienda agricola – ubicata verso Castel del Monte, proprio sul confine dei territori di Corato e Andria -, il territorio è in balìa dei criminali che lo abitano: «Siamo stanchi»

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«La Murgia è in balìa della criminalità». Quella che lancia l’imprenditore andriese Giovanni Tannoia è una denuncia a chiara lettere. Ci mette la faccia dopo aver subìto nella sua azienda agricola – ubicata verso Castel del Monte, proprio sul confine dei territori di Corato e Andria – l’ennesimo furto che gli ha causato un danno economico tra i trenta e i quarantamila euro.

Il fatto è accaduto dopo la mezzanotte del 16 settembre e subito dopo si è rivolto ai carabinieri. Nonostante i sistemi di antifurto e la vigilanza, i ladri hanno rubato attrezzi e macchine agricole, un camion Iveco e addirittura un letto matrimoniale.

«Negli ultimi anni non siamo più proprietari delle nostre aziende, ne siamo prigionieri e guardiani – spiega – perché non abbiamo la libertà di lasciare mezzi e attrezzi, rubano tutto. Quella che subiamo è violenza».

Tannoia spiega che il territorio è sotto il controllo dei criminali che la abitano. «Attenzione – specifica -, non vengono da chissà dove, sono qui, conoscono bene il territorio». Per questo motivo, lui e i suoi colleghi spesso si organizzano, si danno cambi per non lasciare scoperte masserie, tenute e agriturismi.

«Siamo stanchi, io per primo – dichiara -. Se non si interviene, conviene chiudere tutto piuttosto che stare qui». L’imprenditore denuncia anche che di sera e durante la notte non c’è alcun controllo e chiede che ci siano presidi fissi dalle 22 alle 4 del mattino: «La polizia locale di Andria è lontana, la vigilanza arriva sul posto troppo tempo dopo rispetto alle segnalazioni e, tra l’altro, sono soli, e i carabinieri fanno quel che possono».

Ma i furti non sono l’unica piaga della Murgia: «Si aggiunga l’abbandono di rifiuti, ecoballe, carcasse di auto e animali, una vera e propria discarica a cielo aperto». «Non si può lavorare col timore di subire furti da un momento all’altro. Ai miei colleghi – conclude – dico di denunciare furti e tentativi perché solo così potremo fermare la criminalità».

Furti a ripetizione nelle campagne. Cia Levante: «Lo Stato intervenga»

L’ennesimo furto nelle campagne, che segue a una lunga serie di episodi simili in tutto il territorio del Barese e della BAT, ha causato ingenti danni e uno stato di comprensibile rabbia e angoscia a titolari, lavoratrici e lavoratori dell’azienda agricola Giovanni Tannoia. Ignoti malviventi, riuscendo ad aggirare l’ostacolo rappresentato da vigilanza e sistemi antifurto, nottetempo sono riusciti a introdursi in azienda rubando macchine e attrezzature.

A denunciarlo è Giuseppe De Noia, presidente provinciale di CIA Levante Bari-BAT: «Le campagne da troppo tempo sono nel mirino di una criminalità che sembra padrona del territorio, nonostante i sistemi di sicurezza adottati dalle aziende e l’impegno di forze dell’ordine e magistratura, che andrebbero supportati con una maggiore dotazione di personale e mezzi», dichiara De Noia.

«A titolo personale e a nome dell’organizzazione voglio esprimere solidarietà e vicinanza all’azienda Giovanni Tannoia, ma è chiaro che questo non basta. È necessario che il governo nazionale e le istituzioni regionali, provinciali e comunali effettuino una ricognizione delle risorse e dei progetti utili a sostenere una decisa azione di prevenzione che migliori i livelli di sicurezza nelle zone rurali, soprattutto quelle più isolate. È necessario che le Prefetture convochino, periodicamente, dei tavoli per monitorare costantemente il fenomeno e valutare nuove soluzioni da mettere in campo. Ormai siamo di fronte a una violenza continua subita dalle imprese agricole, nonostante le stesse abbiano operato investimenti onerosi per dotarsi di una serie di strumenti di prevenzione contro i furti.

Negli ultimi anni gli agricoltori non sono più proprietari delle proprie aziende, ne sono prigionieri e guardiani – aggiunge De Noia – perché non hanno la libertà di lasciare mezzi e attrezzi. I criminali rubano tutto. Tutte le forze dell’ordine impegnate sul territorio fanno un lavoro straordinario, ma devono essere sostenute sia da una maggiore dotazione di uomini e mezzi, sia dalle denunce di quanti, nelle campagne, sono vessati e danneggiati da furti, razzie e veri e propri atti di sabotaggio a danno delle colture».

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Commenti

  • carluccio (utente non verificato)

    cari amici de noia e tannoia, non siete i soli. ogni categoria di imprenditore e perfino i privati cittadini sono di fatto prigionieri, ostaggi e schiavi dei loro averi, per piccoli o grandi che essi siano. di fronte ad uno stato che ha di fatto abdicato nella sua funzione di protezione della cittadinanza , della imprenditoria, delle infrastrutture, di fronte ad una legislazione ottusa e ottundente, di fronte ad una magistratura troppo occupata ad inseguire architetti milanesi, presunti omicidi in scenari vecchi di vent’anni e in generale più pronta a perseguire le forze dell’ordine piuttosto che i delinquenti… ha voglia di protestare e sbraitare … possa la solidarietà di chi si trova nella stessa situazione esservi di conforto, ma è una blanda medicina.

  • Via da Corato (utente non verificato)

    Signor Tannoia.Io sono andato via da questo paese.Non sono curato tanto.Ho carpito il meccanismo e ho preferito levare le tende.

  • Gigi (utente non verificato)

    Non molli signor Tannoia, la comprendo benissimo, dobbiamo essere piu’ incisivi a livello politico, far in modo che la giustizia sia piu’ severa con questi criminali, andiamo tutti a Roma sotto i palazzi del potere e protestiamo per pene certe e durature cosi’ da scoraggiare sti fetenti.

  • Poveri noi…! (utente non verificato)

    Caro Sig. Tannoia, se lei avesse avuto la sua proprietà all’interno del centro del paese, ora beneficerebbe della protezione dell’esercito nel lasso di tempo dei 45gg… Lei ha voluto prendere “casa” al Castel del Monte…
    Comunque scherzo… Ha tutta la mia comprensione e solidarietà, ma col sistema legislativo attualmente in essere forse, dico forse, un ladro (o un criminale in genere) passa a malapena 12 ore in carcere…
    Ormai è tutta gente intoccabile: non puoi colpirli se ti entrano in casa e minacciano te e la tua famiglia, non puoi “attentare” alla loro vita se ti stanno fo@@ndo la tua auto (e non tutti hanno le auto col NLT, c’è chi se lo suda l’acquisto), le forze dell’ordine non possono usare il teaser, le forze dell’ordine devono prima essere sparati e malmenati per poter rispondere al fuoco,… l’unica cosa che puoi fare è solo invitarli gentilmente, semmai con una tazza di tè e biscotti, a desistere…

  • Nicola (utente non verificato)

    Fino a quando non cambiano le leggi possiamo discutere fino a quando vogliamo. Ci vogliono pene più severe . Ma la vedo difficile,la soluzione? Chiudere i battenti e molto più saggio .

  • ayeye brazorf (utente non verificato)

    nn siamo più il paesone agricolo di alcuni anni fa, siamo una cittadina industrializzata, mediamente ricca e meridionale, tanto meridionale. rifiuti ovunque, furti, malavita, maleducazione, traffico caotico, regole zero, omertà, poca polizia… e quello che vediamo è la normale evoluzione di corato (come delle zone limitrofe) purtroppo

  • Ss ss (utente non verificato)

    GRAZIE CARA?SINISTRA?

    • Pier Luigi (utente non verificato)

      Ti correggo: il nostro Governo è di destra; così, per dire.