La tranquillità rurale del borgo di Montaltino

Uno spaccato di vita rurale, che in tempi moderni ha magari perso la sua funzione stanziale di produttività rurale per trasformarsi, invece, in un luogo perfetto per rifugiarsi dalla frenesia della città, nelle calde giornate d’estate

Felice Miscioscia per Murgia a Pedali
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Il tratturo Barletta-Grumo inizia la sua lenta risalita verso i pascoli murgiani, inframezzando, ai giorni nostri, distese di uliveti e soprattutto di vigneti, che da queste parti trovano ancora ampia diffusione. Tranquillità agreste, vissuta sin da tempi remoti, nella quale ci immergiamo, respirandola in tutta la sua essenza mentre attraversiamo il piccolo borgo di Montaltino.

Questo grazioso agglomerato di dimore rurali, ormai scarsamente abitato, sorge a pochi chilometri dall’abitato di Barletta e affascina per la sua semplicità. Il nome della contrada (anticamente Monte Aldeno) è documentato sin dal XIV secolo, ma è nel ‘600 che si sviluppa la borgata vera e propria, attorno al Palazzo Ducale della blasonata famiglia Carcano, proprietaria del feudo sin dal 1626.

Lo sviluppo è proprio quello di una masseria-villaggio, centro nevralgico dell’antico latifondo di oltre 500 ettari, nelle cui adiacenze proliferano le abitazioni di contadini, mezzadri e coloni, coi loro caratteristici comignoli disposti in fila, che si vanno ad aggiungere alla stazione di posta poco distante (vista la vicinanza del Tratturo), un tempo nota come “Taverna Montaltino”, ed al già citato Palazzo Ducale, con le sue possenti garitte angolari, arricchito da depositi per le derrate e da una cappella privata. La religiosità, come sempre, giocava un ruolo molto importante in queste antiche comunità rurali; a tal fine, nella seconda metà dell’800, fu edificata anche una chiesetta, dedicata a S. Maria Annunziata, che ingentilisce ulteriormente l’amenità dei luoghi. Più trascurabili le successive aggiunte novecentesche… meritevoli della stesura di un velo pietoso i più recenti tentativi di lottizzante ampliamento cementizio, naufragati nel degrado.

Uno spaccato di vita rurale, che in tempi moderni ha magari perso la sua funzione stanziale di produttività rurale per trasformarsi, invece, in un luogo perfetto per rifugiarsi dalla frenesia della città, nelle calde giornate d’estate. Concedersi una pedalata qui, tra le esigue strade di questo borgo, è dedicarsi un rilassante scorcio di serenità bucolica.

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Commenti

  • Mariella (utente non verificato)

    Bravissimo Felice Miscioscia, le tue scoperte e i tuoi articoli sono bellissimi!

  • dina di (utente non verificato)

    Complimenti, Felice! Sapevo che eri bravissimo in matematica, ma ora mi rendo conto che scrivi benissimo