«Conferite la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese»

La richiesta, indirizzata al sindaco De Benedittis, arriva dal Partito di Risorgimento Socialista di Corato

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Una lettera aperta al sindaco per proporre di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati. A scriverla è il Partito di Risorgimento Socialista di Corato tramite il referente Mimmo Lastella.

«Con questa lettera aperta, il Partito di Risorgimento Socialista Corato desidera sottoporre alla Sua attenzione la proposta di conferire la cittadinanza onoraria alla Dott.ssa Francesca Albanese, eminente funzionaria delle Nazioni Unite e relatrice speciale per la questione di Gaza.

La dott.ssa Albanese si è fatta interprete, con coraggio e senso di giustizia, dei valori universali di tutela dei diritti umani e della dignità delle persone. Il suo impegno nel denunciare senza timore le gravi violazioni che stanno avvenendo a Gaza, così come le dinamiche economico-finanziarie che alimentano e traggono profitto dai conflitti, rappresenta un esempio di integrità morale e di dedizione al bene comune.

La sua azione, portata avanti in un contesto internazionale complesso e spesso ostile, ha esposto la dott.ssa Albanese a rischi personali e professionali, anche in ragione delle pressioni esercitate da esponenti di governi mondiali. Nonostante ciò, ella ha continuato a svolgere il proprio incarico con trasparenza, umanità e fermezza, offrendo un punto di riferimento per chi crede nella pace e nella giustizia.

Il conferimento della cittadinanza onoraria alla Dott.ssa Francesca Albanese rappresenterebbe, a nostro avviso, un gesto di alto valore simbolico e civile. Esso riconoscerebbe pubblicamente il suo operato e, al contempo, testimonierebbe la sensibilità e l’attenzione della comunità coratina verso la difesa dei diritti umani e la promozione dei valori democratici.

Confidiamo che la città di Corato voglia accogliere questa istanza, con l’auspicio che tale riconoscimento possa essere di esempio per le giovani generazioni e un segno tangibile dell’impegno collettivo verso una società più giusta e solidale».

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