Appalto scuola Giovanni XXIII, prescritto il reato di turbativa d’asta per il consigliere Caracciolo

Progetto Giovanni XXIII
I fatti risalgono al 2017 e riguardano la costruzione della nuova scuola media Giovanni XXIII di Corato
La pm di Bari, Savina Toscani, aveva paventato già nel gennaio scorso che il processo per corruzione e turbativa d’asta nei confronti del consigliere regionale ed ex assessore Filippo Caracciolo fosse a rischio prescrizione. E ora le cose sono andate a finire proprio così.
Oggi, nel processo in corso davanti al Tribunale di Bari, l’accusa di turbativa d’asta è effettivamente stata dichiarata prescritta. Al monito della pm, infatti, i giudici risposero che non era possibile fissare un calendario di udienze più serrato. Resta invece in piedi l’ipotesi di corruzione.
I fatti al centro del processo risalgono al 2017 e riguardano la costruzione della nuova scuola media Giovanni XXIII di Corato, affidata alla ditta dei fratelli Amedeo e Massimo Manchisi. Per la Procura, l’assegnazione dell’appalto da 5,8 milioni sarebbe stata irregolare.
Imputati, oltre a Caracciolo, sono l’ex direttore dell’Arca, Sabino Lupelli, e Donato Lamacchia, all’epoca presidente della commissione di gara. Già definite, invece, le posizioni di Amedeo Manchisi (prosciolto) e del fratello Massimo che ha patteggiato a 4 mesi e 20 giorni.
Secondo l’ipotesi accusatoria della Procura, Lupelli avrebbe messo in contatto Caracciolo (che all’epoca dei fatti ricopriva il ruolo di assessore all’ambiente in Regione) e i Manchisi. Caracciolo avrebbe poi promesso a Lamacchia un aiuto per l’assunzione come dirigente in Regione; in cambio, Lamacchia avrebbe modificato i punteggi da assegnare alla ditta di Manchisi, consentendole di vincere la gara. Per questi stessi fatti, nel 2018 Caracciolo, si dimise da assessore regionale all’ambiente.
Il progetto prevedeva la realizzazione di un edificio scolastico moderno, composto da 18 classi, dotato di laboratori per attività scientifiche, musicali, informatiche e tecnologiche, biblioteca, auditorium, palestra coperta e scoperta e uffici.
Commenti
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Come spesso accade, la prescrizione fa più danni che altro.
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Tutto a tarallucci e vino
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chi ha avuta ha avuto ha avuto
chi ha dato ha dato ha dato
scurdammece o’passato
simme e’napule paisààààààààà …
dddranghete!







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