Via Nicola Bucci tra rifiuti, topi e degrado. I residenti chiedono un intervento risolutivo

Via Nicola Bucci tra rifiuti, topi e degrado
All’interno di un’area privata si accumula spazzatura di ogni tipo
Da tempo i residenti di via Nicola Bucci e delle vie adiacenti convivono con una situazione che definire problematica è riduttivo. All’interno di un’area privata, recintata in modo precario, si sono accumulati nel tempo rifiuti di ogni genere: scarpe usate, bottiglie, lattine, sacchi di spazzatura e vegetazione incolta.
«L’odore è spesso insopportabile, soprattutto in questi giorni di caldo intenso. E non sono rari i casi in cui si vedono ratti aggirarsi nei pressi delle abitazioni», racconta con preoccupazione un residente.
La situazione, denunciano i cittadini, non è nuova. In passato erano già state presentate segnalazioni al Comune e all’ufficio igiene, che avevano disposto un intervento di pulizia. Tuttavia, le azioni messe in campo non hanno portato a una soluzione duratura. L’area si è nuovamente degradata, e le condizioni igieniche, oggi, preoccupano chi vive nelle vicinanze.
«Capita che i proprietari effettuino qualche intervento di pulizia, ma si tratta per lo più di sgomberi parziali, che non risolvono il problema alla radice. Serve un piano più serio e strutturato, magari con il supporto del Comune», spiegano alcuni residenti.
Oltre al disagio quotidiano, c’è anche il timore per la salute pubblica. Il timore dei residente è che una tale concentrazione di rifiuti in una zona abitata possa rappresentare un rischio igienico-sanitario, aggravato dal caldo che favorisce la proliferazione di insetti e roditori.
Con senso civico e rispetto, il vicinato torna quindi a chiedere l’intervento delle istituzioni. L’obiettivo non è solo la rimozione dei rifiuti, ma il ripristino di condizioni dignitose e sicure per chi in quella zona vive ogni giorno.
«Non chiediamo altro che un ambiente sano e decoroso – concludono –. È un diritto, non una pretesa».
Commenti
-
Sono decenni che l’area è stata recintata. Le ammininistrazioni si sono succedute e non e’ successo quasi nulla. Un’ordinanza del sindaco obbligava i proprietari a pulire l’area, ma il giorno dopo ….. come se non si fosse intervenuti. Qualche tempo fa per realizzare il nuovo edificio di fronte al nostro la recinzione è stata aperta, il sito è stato occupata da gru, macchinari, materiali da costruzione….. Finita la nuova costruzione tutto è tornato come prima: la stessa rete, gli stessi pali, forse gli stessi chiodi, come si fa con i siti archeologici! Una vergogna!
-
si tolga quella inutile e pericolosa recinzione, strumento utile solo x il lancio del sacchetto. pulite l’area, e lasciatela libera in modo che possa essere mantenuta con facilità. stesso discorso x il sito del palazzo crollato al quartiere “california”. ma le aree sono private. allora se sono sordi o peggio ancora strafottenti che si effettuino interventi in danno (a tutela della.salute pubblica) e si mandino cartelle esattoriali.
-
L’ Amministrazione comunale dovrebbe risolvere questi problemi, rendendo così più vivibile la nostra città, piuttosto che organizzare un festival di musica jazz, alla quale la maggior parte dei Coratini è poco interessata. P.S. Mi aspetto ora che i cicisbei della nostra Amministrazione sfoderino le loro spade di cartone in difesa del Sindaco- filosofo…
-
Leggendo quanto di astruso, noiosamente superficiale, ormai sistematicamente, propini, riaffiora inesorabile il pensiero di Umberto Eco in relazione ai social media e al diritto di parola.
-
Se a Dina non piace il jazz, niente più jazz! Non si discute ?
-
-
x difenderlo da chi, da cosa??? dal nulla?
-
Volevo ricordare, che le due situazioni nascono decenni fa. E carissima, ci ricordiamo solo ora, alla vigilia delle votazioni? Ma sai che iter si segue per interessarsi di una cosa privata? O apriamo la bocca solo per incolpare l’amministrazione o meglio il sindaco? Ridicolo!
-
Dina Di … ma lei sa di chi è il terreno ? Si informi … se invece lo sa, faccia poche storie
-
-
Ma si può sapere di chi è questo terreno ?? Possibile che le autorità non possano imporre al proprietario di mettere fine a questo schifo ???? Basta ora, è una vergogna che dura da anni.
-
…noto che ancora non ci sono commenti… visto che a nome di quei cittadini che gestiscono i rifiuti correttamente, dobbiamo pagare per i zozzoni che riducono le zone pubbliche in discariche e poi si lamentano…senza generalizzare ovviamente, mi auguro che, come al solito, non scarichiamo su altri le nostre responsabilità…e noi paghiamo… quando lo capiremo che dobbiamo dare l’esempio ed educare???
-
mi chiedo come mai il comune, in situazioni come questa o simili, attesa e constatata la negligenza dei proprietari , non espropri l’immobile manu militari, facendolo rientrare nelle disponibilità comunali. eppure stiamo parlando di un’area centralissima, non di un rudere agreste … mah …
-
Art. 42 comma 3 Costituzione: la proprietà privata può essere espropriata per motivi di interesse generale, solo nei casi previsti dalla legge.
“Manu militari” … ma dove credete di stare…
E pensando sempre che stiano aspettando proprio voi per risolvere questioni che si protraggono da decenni, per evidente complessità.
-
-
Il proprietario subisce il danno e la beffa. È il cittadino coratino che inzozza la sua proprietà privata oltre le strade della città e non parliamo di quelle di campagna. Se poi è la scusa per perseguitare e confiscare…
-
Ormai i vecchi proprietari non ci sono più,ci sono gli eredi ,e non sanno cosa vogliono per costruire degli appartamenti ?!







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti