Florovivaismo, Mastrodonato: «Manca manodopera. Pochi giovani interessati al lavoro agricolo»

Una serra
Il settore risente della carenza di lavoratori, in parte sopperita dal reclutamento di operai extracomunitari. Ferrandino (Confagricoltura): «Necessario un sistema flessibile»
Il florovivaismo rappresenta un settore di rilievo per l’agricoltura pugliese, con una produzione che si distingue per qualità e valore sul mercato nazionale e internazionale. Nonostante questo successo, il comparto si trova oggi a fronteggiare una criticità che rischia di frenare ulteriormente il suo sviluppo: la difficoltà sempre più marcata nel reperire manodopera, soprattutto nei periodi di picco produttivo.
Le imprese florovivaistiche della regione denunciano una carenza strutturale di lavoratori, sia specializzati che generici, un fenomeno che si è aggravato nel corso degli ultimi anni. Molte aziende sono costrette a rivolgersi a lavoratori stranieri per compensare la ridotta disponibilità di forza lavoro locale, spesso meno incline ad accettare l’impegno e la continuità richiesti dal settore.
«Il problema non è economico – afferma Vincenzo Mastrodonato, componente del Distretto Florovivaistico Pugliese –. Le imprese sono pronte a garantire una retribuzione adeguata e a fidelizzare i dipendenti, ma manca una visione stabile del lavoro agricolo da parte delle nuove generazioni, e questo rende complesso trovare personale qualificato e motivato». Mastrodonato aggiunge: «I giovani oggi cercano condizioni lavorative che garantiscano un equilibrio tra lavoro e vita privata, e spesso percepiscono il lavoro in agricoltura come troppo faticoso, poco flessibile e poco attrattivo. Questa distanza culturale è il vero ostacolo». Non a caso si fa sempre più spesso ricorso alle assunzioni di figure over 40 che dimostrano un approccio al lavoro più strutturato.
Per Mastrodonato è inoltre essenziale rafforzare la formazione e l’orientamento: «Occorre far conoscere ai giovani le opportunità reali del settore, che non si limita più al lavoro manuale tradizionale, ma richiede competenze tecniche e capacità di gestire tecnologie avanzate. Solo così potremo invertire il trend e costruire una forza lavoro giovane e preparata».
Michele Ferrandino, presidente della Federazione Florovivaistica Pugliese di Confagricoltura, dal canto suo sottolinea come «la carenza di manodopera qualificata sia ormai un problema strutturale che rischia di compromettere un settore che rappresenta quasi il 5% della produzione agricola regionale. La stagionalità della domanda rende indispensabile avere un sistema flessibile e veloce per l’ingresso della manodopera, soprattutto extracomunitaria».
Confagricoltura Puglia e il Distretto Florovivaistico Pugliese concordano sull’urgenza di riforme normative che snelliscano le procedure burocratiche e consentano alle aziende di rispondere rapidamente alle esigenze produttive. Al contempo, viene evidenziata l’importanza di investire nella formazione del personale per garantire la gestione efficace di tecnologie sempre più avanzate.
«Nonostante gli investimenti nella meccanizzazione, senza personale formato e disponibile ogni progresso rischia di rimanere vano» spiega Ferrandino. Da qui la proposta di promuovere filiere integrate tra diverse colture stagionali, per assicurare continuità occupazionale e stabilità alle imprese.
L’equilibrio tra innovazione e tradizione, unitamente alla capacità di attrarre e trattenere una forza lavoro qualificata, sarà decisivo per il futuro del florovivaismo pugliese, un settore strategico che rappresenta una risorsa economica e culturale fondamentale per la regione.
Commenti
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Le retribuzione sicuramente è bassa per non lavorare nessuno ,gli extra comunitari si accontentano di poco
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l’errore sta nell’età della scuola dell’obbligo, ci sono ragazzi che non hanno la capacità di studiare o non vogliono studiare, bisogna mandarli a lavorare subito dopo la scuola media, l’errore è stato abolire e criminalizzare il lavoro minorile, da ragazzi si impara un buon mestiere, a 19 anni invece o rimangono sul divano a spese dei genitori o delinquono. abbiamo tanti giovani disoccupati che abituati a non lavorare nemmeno lo cercano il lavoro.
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Da quelli come te mi aspettavo già l’esaltazione dell’ignoranza. Ma la glorificazione del lavoro minorile è davvero sorprendente. Ti sei superato!
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I ragazzi vogliono lavorare ma non vogliono essere sfruttati ed avere contratti buoni e soprattutto non forzarli a fare ogni giorno più di 10 ore lavorative retribuite in una maniera schifosa. RIDICOLI
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Invece di lagnarvi dai giornali pagate di più, e vedrete che in tanti vorranno lavorare da voi.







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