Nuove tariffe Tari, Polis: «Reale stabilità o artificio contabile?»

Il comitato direttivo dell’associazione politica Polis esprime una serie di considerazioni sulle nuove tariffe Tari per il 2025 deliberate nei giorni scorsi dal Comune

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Il comitato direttivo dell’associazione politica Polis esprime una serie di considerazioni sulle nuove tariffe Tari per il 2025 deliberate nei giorni scorsi dal Comune.

«Lo scorso 30 aprile, il Consiglio Comunale di Corato ha deliberato le nuove tariffe TARI per il 2025, basandosi sul Piano Economico Finanziario (PEF) redatto da AGER Puglia. Secondo quanto dichiarato dal Sindaco, durante la discussione in Consiglio, non ci sarebbero stati aumenti rispetto al 2024. Tuttavia, questa affermazione è stata diffusa attraverso comunicati ufficiali e social senza alcun riferimento a dati concreti. Per verificare la veridicità di tali dichiarazioni, siamo andati ad analizzare i documenti ufficiali.

La questione del PEF e del piano tariffario. Il PEF, documento che stabilisce i costi complessivi del servizio di gestione dei rifiuti, indica per il 2025 un importo da tariffare di circa 10.154.798 €.

Gli uffici comunali, presumibilmente con il supporto di consulenze esterne, hanno quindi elaborato il piano tariffario 2025, con il quale si definisce la distribuzione di questa somma sulle diverse categorie di utenza (domestiche e non domestiche) Più in dettaglio, il piano tariffario definisce i coefficienti necessari per il calcolo delle tariffe, che poi il concessionario incaricato della riscossione dei tributi comunali (SixT) applicherà nelle bollette.

Cosa succede applicando questi coefficienti, in particolare per le utenze domestiche, rispetto al 2024? Si ottiene un aumento medio di circa l’8%, che NON coincide con quanto dichiarato dal Sindaco in Consiglio Comunale».

La tabella

«Dove sta allora l’inghippo? L’inghippo sta nei dettagli. Applicando i coefficienti sopra detti alla base imponibile delle utenze TARI, si ottiene un potenziale incasso di 12.352.638 Eur, quindi oltre 2 MILIONI in più del previsto.

Il meccanismo dello “sconto” sulle tariffe: una tattica da campagna elettorale? Nonostante questo apparente aumento di oltre 2 MILIONI di Euro, il regolamento TARI, emendato nella stessa seduta del 30 aprile, prevede due commi che applicano uno sconto alle SOLE utenze domestiche. In questo modo, l’importo finale pagato dai cittadini viene riportato ai livelli del 2024, introducendo uno sconto fittizio che viene finanziato sempre dalla TARI.

Di fatto allora, il Consiglio Comunale prima ha approvato un incremento dei coefficienti tariffari, quindi del gettito TARI potenziale, per poi correggerlo con una riduzione presente nel regolamento TARI, valevole per il solo 2025 e SOLO PER LE UTENZE DOMESTICHE.
Da un punto di vista politico sembra si tratti di una banale tattica da campagna elettorale: l’amministrazione potrà dire di aver “ridotto” la TARI 2025 (facendo comparire uno sconto in bolletta di quasi il 10%). Nella sostanza però, quella riduzione si applica finanziandola con la TARI stessa. Cioè, si alza “virtualmente” il conto da pagare per poi applicare uno sconto fittizio che riporta il saldo finale al valore del 2024.

Il dato tecnico invece ci porta a due considerazioni importanti:

1. La normativa nazionale in merito alle possibili riduzione delle tariffe TARI (art. 1 comma 660 Legge 147/2013) prevede che le riduzioni ulteriori oltre quelle già previste dalla medesima normativa, debbano essere coperte attraverso risorse della fiscalità generale del Comune.

2. Nel bilancio 2025 del Comune NON si rivengono gli importi (oltre 2 milioni) a copertura delle agevolazioni e riduzioni stabilite dal regolamento TARI e riportate nel piano tariffario 2025: ciò crea un’incongruenza tra le tariffe approvate e le risorse disponibili.

L’operazione adottata dalla maggioranza nel Consiglio del 30 aprile 2025, probabilmente senza che i Consiglieri Comunali ne fossero completamente edotti, potrebbe configurarsi come un artificio contabile, attraverso il quale si generano tariffe più alte, per poi abbatterle tramite un correttivo regolamentare che appare come uno “sconto” fittizio NON previsto dalla legge.

Se da un lato i cittadini vedranno bollette simili a quelle del 2024, dall’altro il meccanismo di copertura di queste agevolazioni lascia dubbi sulla sua regolarità contabile e sulla correttezza della procedura adottata, non rispondente, a nostro parere, a quanto previsto nella legge.
Sarà fondamentale monitorare l’evoluzione della situazione e verificare se queste riduzioni siano effettivamente ammissibili nel bilancio comunale, senza ricadute future sulla fiscalità generale.

Invitiamo pertanto all’amministrazione a verificare se quanto da noi rilevato corrisponde al vero e a dare le spiegazioni tecniche del caso.
A latere, anche alla luce delle tanto decantate attività di recupero dell’evasione operate negli anni scorsi da SixT e ripetute più volte nei comunicati ufficiali, ci piacerebbe sapere dove è possibile rilevare gli importi recuperati negli scorsi anni (si parla di qualche milione di Euro) e soprattutto dove trovare l’incremento della base imponibile citata nei comunicati ufficiali del comune https://comune.corato.ba.it/…/tari-2025-nuove…

Ci riserviamo di diffondere i dettagli tecnici e numerici delle nostre considerazioni a beneficio di chi volesse approfondire la questione».

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Commenti

  • Poveri noi…! (utente non verificato)

    e intanto continuiamo a fare la differenziata (che pare arrechi vantaggi…), con lo stockaggio dei rifiuti nei nostri balconi di casa “a gratis”… ah, già vero, c’è l’opzione del centro di raccolta… che sbadato…

  • Vinny (utente non verificato)

    Perché l’articolo non viene firmato da nessuno? Giusto per dire grazie all’artefice di codesto studio dettagliatissimo!

    • Guido Rossi (utente non verificato)

      chi si nasconde si vergogna