I pendii di San Leonardo, una zona tutta da scoprire

I panorami osservabili da questo lembo di territorio sono particolari, di una bellezza che ricorda vagamente le vallate appenniniche

Felice Miscioscia per Murgia a Pedali
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San Leonardo, un toponimo che ai conoscitori più superficiali (inteso in senso buono) della Murgia non dirà molto; ed in effetti la zona è sicuramente meno nota e meno battuta dalle masse turistiche ed autoctone che prediligono le tradizionali rotte murgiane, verso i più mondani e fotografabili Castel del Monte, Cave di Bauxite o altre ancora. Eppure, una “passata” da queste parti val la pena di farla, perdonerete il tono confidenziale.

I panorami osservabili da questo lembo di territorio andriese sono infatti particolari, di una bellezza che ricorda vagamente le vallate appenniniche. I pregevoli manufatti rurali si disperdono tra le ampie vedute ed i campi coltivati, perfettamente incastonati nei pendii, come Posta Pedale, prima di immergersi nel verde del fitto bosco di querce roverelle, un tempo molto più grande, che allevia una salita lunga (per le nostre latitudini) ed a tratti arcigna.

Seguendo l’inizialmente dolce acclivio, dopo aver varcato i pilieri di ingresso del latifondo della possidente Famiglia Ceci di Andria (acquistato, come suggerisce l’iscrizione lapidea, da parte del Cav. Riccardo Ceci dalle Sig. Doria nel 1902), è impossibile non notare sulla destra l’imponenza della Masseria Grande di San Leonardo, con la sua corte interna, la notevole antica cantina e, non ultima, la graziosa cappella dove anche “Mons. Eugenio Tosi, Vescovo di Andria, si beò di queste aure, nel maggio 1922”, prima di divenire Vescovo di Milano, citando testualmente l’epigrafe.

E chissà se il Monsignore si è beato anche della stupenda vista su Castel del Monte da un versante inedito per molti, alla sommità dell’ascesa, uscendo dal bosco, laddove la Masseria Piccola di San Leonardo si scambia rispettose reciprocità col maniero federiciano, da buoni dirimpettai.

Prima che la strada asfaltata finisca improvvisamente e si perda nuovamente nel bosco, fino a poco tempo fa impervio e ignoto, ora più civilizzato e comodamente percorribile grazie alla realizzanda Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, c’è ancora tempo per fermarsi a guardare ed ammirare, respirando aria murgiana più discreta e riservata.

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