Pasqua nell’arte

Franco Leone

Le Marie al sepolcro di Bartolomeo Schedoni (1613-1614)

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Il dipinto riprende il passo del Vangelo di Matteo (28, 1-8) in cui si narra che dopo il sabato, «all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a vedere il sepolcro. Quand’ecco venne un gran terremoto; poiché un Angelo del Signore, sceso dal cielo, venne a ribaltare la pietra, e vi si sedette sopra. Il suo aspetto era come la folgore, e la sua veste candida come la neve… Ma l’angelo prese a dire alle donne: ‘Non temete, voi; so, infatti, che cercate quel Gesù che è stato crocifisso. Non è qui! È risorto, come aveva detto».

Bartolomeo Schedoni, pittore manierista modenese del primo Seicento, reinterpreta la scena, accendendo le luci di un’alba fredda di Pasqua. Così stende un lieve bagliore azzurrino sul paesaggio di sfondo e accentua il candore delle vesti dell’angelo, esaltato da una nuvola stemperata da riverberi di luce. L’angelo con il dito puntato in cielo spiega alle tre Marie che Gesù è risorto. Ognuna di esse reagisce in maniera diversa davanti a tale sublime visione.

Maria di Cleofa avvolta in drappo giallo cade in ginocchio, Maria Salomè china dietro di lei indossa un mantello verde e ha il viso totalmente in ombra. Con un tocco di luce il pittore le dipinge solo la punta del naso. La Maddalena, vestita di viola, sorregge delicatamente il vasetto trasparente degli unguenti da utilizzare per la detersione del corpo di Gesù.

Con la delicatezza di soavi colori, l’artista ci fa assistere ad un’alba di Pasqua su di un paesaggio in cui la terra di Gerusalemme prende le sembianze dell’Appennino emiliano.

L’opera è conservata presso la Galleria nazionale di Parma.

LE MARIE AL SEPOLCRO DI BARTOLOMEO SCHEDONI (1613-1614) (di Franco Leone)

Interminabil trascorse nel pianto

la notte cupa del Sabato Santo.

La fredda aurora di un giorno diverso

su un ciel s’accende che appar quasi terso.

 

Tra nubi grigie, ravvolto in un manto,

rifulge un angelo come un incanto:

lui par da dentro il sepolcro riemerso.

Il buio vien dalla luce sommerso.

 

A lui si appressano in drappi avvolgenti

Maria di Cleofa in ginocchio caduta,

la Salomè china per l’emozione

 

e Maddalena col vaso di unguenti.

Lui le rivela ch’è ormai avvenuta

del Nazareno la resurrezione.

 

Qui la bellezza nell’aere si sperde

col bianco, il giallo, col viola e col verde…

Cala il sipario sul Sabato Santo

mentre la Pasqua si accende d’incanto.

 

Sonetto in endecasillabi AABB AABB CDE CDE e con quartina finale

 

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Commenti

  • Antonella De Benedittis (utente non verificato)

    Una grande fede che si esprime in maniera meravigliosa in un carisma artistico di autentico valore . Da quando ti conosco mio prezioso Amico, non hai mai smesso di brillare. Felice e onorata di essere nella tua schiena di ammiratori. Felice e Santa Pasqua di Resurrezione caro Franco Leone.