Masseria Senarico e il villaggio abbandonato alle pendici di Monte Caccia

Siamo nel bel mezzo dell’Alta Murgia, in agro di Spinazzola, in una zona dove le superfici seminative hanno preso decisamente il sopravvento sugli autoctoni pascoli steppici, senza però nulla togliere al fascino delle sconfinate vedute

Felice Miscioscia per Murgia a Pedali
40 1 commento

Alle pendici di Monte Caccia, a dominare l’omonimo Piano di Senarico, non lontano dall’altrettanto omonimo bosco “artificiale” novecentesco, sorge Masseria Senarico di Sopra.

Siamo nel bel mezzo dell’Alta Murgia, in agro di Spinazzola, in una zona dove le superfici seminative hanno preso decisamente il sopravvento sugli autoctoni pascoli steppici, senza però nulla togliere al fascino delle sconfinate vedute.

Nel corso della sua ultrabicentenaria storia (il nucleo originario è presente già nella cartografia storica del Regno di Napoli del 1820), la masseria ha visto cambiare un bel po’ di cose attorno a sé, cambiamenti “colturali” ma anche “culturali”.

Una serie di vicende storiche legate alla fine del latifondo, alla già citata riduzione delle superfici a pascolo, persino alla nascita della televisione, col sorgere delle svettanti antenne della stazione Rai di Monte Caccia, senza dimenticare  lo spopolamento delle aree rurali ed i conseguenti tentativi di ripopolamento. Proprio grazie a uno di questi, la struttura è stata circondata, dopo il 1950, da un piccolo villaggio di 15 case coloniche, ascrivibili alla riforma agraria voluta dalla DC (vedasi Legge 21 ottobre 1950, n. 841), il cui fallimento probabilmente ha costituito il colpo di grazia verso il definitivo deperimento della masseria, come avvenuto per tante altre tracce architettoniche del territorio.

Quello, tuttavia, della suddetta riforma e dei numerosi villaggi colonici collegati è un tema che merita di essere approfondito a parte,  senza per il momento soffermarci. Facendo, invece, riferimento all’ormai acclarata “ruderofilia” di chi scrive, si preferisce soffermarsi su ciò che è Masseria Senarico oggi, un rudere circondato da un villaggio fantasma, in un’atmosfera quasi spettrale ma allo stesso tempo rasserenante, con la sua anima ben salda ed errante sulle vaste praterie murgiane e con lo sguardo sempre rivolto verso la cima del monte “che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”… lo so, non siamo a Recanati e la cima in questione è Monte Caccia, ma è suggestivo immaginare che le sensazioni di “infinito” siano simili a quelle provate dal caro Leopardi.

avatar

Commenti

  • Veritas (utente non verificato)

    La bicicletta è top….