I medici di base a servizio della comunità: ecco come potrebbe cambiare la sanità in Puglia

Medico
Si attende l’ok all’accordo. I professionisti dovranno prestare servizio anche nelle strutture pubbliche
È una vera e propria rivoluzione quella che potrebbe coinvolgere la sanità pugliese a partire dal prossimo 1 giugno, qualora le organizzazioni sindacali sottoscrivano un accordo per l’introduzione di un nuovo modello di assistenza territoriale.
La giunta regionale ha infatti approvato una delibera con la quale si intende potenziare la medicina di prossimità, investendo anche cifre consistenti. Fondi che saranno utilizzati per rafforzare l’assistenza domiciliare e territoriale attraverso l’attivazione delle Case di comunità e presidi territoriali. Ma non è questo l’unico grande cambiamento: uno degli aspetti più innovativi sarà legato al ruolo dei medici di famiglia che dovranno garantire un minimo di ore lavorative all’interno delle strutture pubbliche previste dal Pnrr. Gli stessi medici di base saranno assistiti da infermieri, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza ai pazienti.
«Puntiamo su un cambio di passo per la sanità pugliese, convinti che, con queste misure, avremo una sanità più vicina ai cittadini, efficiente e sostenibile, grazie a nuovo assetto dell’assistenza territoriale e domiciliare che risponde alle esigenze di una popolazione in evoluzione», ha commentato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
«Con questa delibera – ha evidenziato l’assessore alla Sanità Raffaele Piemontese – la Regione Puglia avvia concretamente il superamento della storica distinzione tra medico di base e continuità assistenziale, introducendo il ruolo unico di assistenza primaria» «Si tratta di un’evoluzione significativa – ha aggiunto – che non solo migliora la presa in carico dei pazienti, ma garantisce una maggiore efficienza nella gestione delle risorse e dei servizi sanitari sul territorio».
«Questo nuovo modello – spiega ancora l’assessore – prevede che i medici di assistenza primaria non si limitino più a seguire esclusivamente i propri assistiti, ma assumano un impegno orario strutturato a beneficio dell’intera comunità. In particolare, tale attività potrà essere svolta nei Presidi Territoriali Assistenziali, i PTA, o nelle sedi delle Aggregazioni Funzionali Territoriali, fino alla completa operatività delle Case di Comunità, previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza».
«Disponiamo nuove risorse per l’assistenza primaria e domiciliare in modo che, a partire dal 1° giugno prossimo, un finanziamento complessivo di oltre 83 milioni di euro sia messo tutto a disposizione del rafforzamento del sistema sanitario territoriale, potenziando i servizi di assistenza domiciliare e rafforzando il ruolo dei medici di medicina generale» dice ancora l’assessore Raffaele Piemontese.
In particolare, per potenziare l’assistenza domiciliare saranno investiti 12 milioni di euro, attraverso le risorse del PNRR, per garantire una migliore presa in carico dei pazienti a domicilio, con il coinvolgimento attivo delle Case della Comunità e dei Presidi Territoriali Assistenziali. Sempre grazie ai fondi del PNRR, sarà avviato un piano di assunzione di personale infermieristico a supporto dei medici di medicina generale, per rafforzare l’assistenza sanitaria di prossimità e migliorare la risposta ai bisogni di salute dei cittadini.
Le nuove misure garantiranno una remunerazione più equa per i medici di famiglia, basata sulle ore effettivamente dedicate all’assistenza sanitaria, con un sistema di certificazione trasparente e tracciabile tramite il Sistema Informativo Edotto.
La Giunta ha fissato il termine del 15 maggio 2025 per la conclusione dei lavori del tavolo di negoziazione con le organizzazioni sindacali, al fine di definire le nuove regole dell’Accordo Integrativo Regionale, che entrerà in vigore dal 1° giugno 2025.
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