Da Legambiente un incontro sulle prospettive energetiche

Il 28 febbraio alle 17.30 nell’auditorium della scuola De Gasperi

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«L’Italia è in forte ritardo sulle performance climatiche: con il 43° posto, si conferma nella parte bassa della classifica tra i paesi del Pianeta e dell’Ue. Pesano il rallentamento della riduzione delle emissioni climalteranti e una politica nazionale inadeguata a fronteggiare la crisi climatica.

Preoccupa il ritardo per la riduzione graduale dei combustibili fossili: nonostante la continua e rapida crescita delle rinnovabili, in Puglia solo il 53% è prodotto da fonti rinnovabili, con una prospettiva di un incremento e un progressivo aumento del fabbisogno elettrico con il graduale passaggio elettrico dell’automotive. I rischi sono molteplici: dal cambiamento climatico, all’aumento delle bollette, al rischio di ritornare al nucleare».

Per questo motivo, il circolo Legambiente Vassallo di Corato ha organizzato l’incontro ”Energia e cambiamento climatico” che si terrà il 28 febbraio alle 17.30 nell’auditorium della scuola De Gasperi. Intervengono Giovanni Capurso, docente di storia e filosofia; Beppe De Leo, Legambiente Circolo Vassallo; Carlo Colonna, consigliere comunale; Giuseppe Faretra, presidente del Circolo Legambiente A. Vassallo-Corato aps.

«L’Italia sul fronte energetico persegue una politica miope incentrata su fonti fossili e su un possibile ritorno del nucleare. Non si può tornare indietro, tra l’altro, due referendum hanno già decretato un netto No al nucleare» dice il presidente del circolo, Giuseppe Faretra. «Si punti, piuttosto, su un hub nazionale delle rinnovabili, semplificando e velocizzando gli iter autorizzativi, e si riducano le emissioni del 65% entro il 2030 in coerenza con l’obiettivo di 1.5°C. La conferma arriva dalla classifica stilata dal rapporto annuale di Germanwatch, CAN e NewClimate Institute sulla performance climatica dei principali Paesi del pianeta, realizzato in collaborazione con Legambiente per l’Italia, a Baku alla Cop29. Pertanto, è necessario partire – conclude il presidente- dal basso per creare una forma di consapevolezza della popolazione puntando sull’efficienza, sull’ autoproduzione di un bouquet di rinnovabili e puntare quanto prima sulle comunità energetiche per contrastare anche la povertà energetica dilagante».

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