«Salviamo il centro storico dall’abbandono», il Duc chiama a raccolta gli agenti immobiliari

Ieri un incontro con i professionisti del settore. Le novità

3 8 commenti

Strappare il centro storico dall’abbandono, puntando alla sua riqualificazione e al suo ripopolamento, attraverso l’insediamento di famiglie e attività artigianali e commerciali che possano rendere vivibile un’area che si va progressivamente spopolando. È l’obiettivo che si pone il Distretto Urbano del Commercio, al quale partecipano il Comune di Corato e associazioni di categoria, che sta lavorando a un progetto di rivitalizzazione del centro storico, un tempo cuore pulsante dell’economia cittadina.

Un percorso che l’amministrazione comunale vuole affrontare con gli stakeolders, raccogliendo suggerimenti per migliorare e rendere più efficace la piattaforma di rilancio del borgo antico.

Il primo dei tre incontri previsti sul tema si è svolto nel pomeriggio di ieri e ha coinvolto la categoria degli agenti immobiliari che hanno potuto interloquire con gli assessori allo sviluppo economico, all’urbanistica e alle finanze e con il sindaco, oltre che con i dirigenti comunali e rappresentanti degli uffici che stanno lavorando al progetto.

«Il Comune non vuole imporre soluzioni ma condividerle con voi» ha da subito chiarito l’assessore allo sviluppo economico Concetta Bucci, ribadendo che la rinascita del Centro Storico deve essere il frutto di un impegno collettivo. Un invito all’azione non solo per l’amministrazione, ma anche per gli imprenditori e i proprietari dei locali sfitti, che sono chiamati a farsi attivamente coinvolgere, attraverso il rilancio di negozi di vicinato, botteghe artigiane e altre iniziative. Un patto, dunque, tra pubblico e privato che potrebbe finalmente riaccendere la vitalità del centro storico.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema degli incentivi. Secondo gli intervenuti, il rilancio del Centro Storico non può prescindere da una serie di misure fiscali e normative per stimolare la ristrutturazione e l’apertura di nuove attività. «Non basta solo puntare sulla mobilità serale – ha sottolineato Bucci – è necessario ridare vita al centro anche durante il giorno, con locali che diventino fulcri di attività commerciali, turistiche e sociali».

L’urbanistica gioca un ruolo fondamentale in questo progetto. È stato evidenziato che, grazie ad una collaborazione con il Politecnico di Bari, sono stati sviluppati strumenti urbanistici ad hoc, come il Piano di Recupero e il Piano Integrato di Rigenerazione Urbana (PIRU), che permettono interventi più mirati, come la fusione di unità immobiliari o l’introduzione di ascensori per rendere gli edifici storici più funzionali. «Vogliamo che il centro non sia solo un’area turistica, ma che torni a essere abitato da famiglie, con negozi che accolgano la quotidianità» ha chiarito l’assessore all’urbanistica, Antonella Varesano.

L’intervento pubblico prevede anche l’apertura di bandi per incentivare l’attivazione di attività, con una particolare attenzione a chi vuole avviare botteghe artigiane o attività di prossimità. Le azioni in corso, tuttavia, non si fermano qui: si sta valutando l’introduzione di finanziamenti per migliorare la sicurezza e la vivibilità dell’area, come ha sottolineato l’assessore alle finanze. “Iniziative concrete richiedono un impegno economico, e stiamo facendo il possibile per garantire che il progetto si sviluppi anche dal punto di vista finanziario.”

Gli interlocutori presenti hanno puntato sull’importanza di una collaborazione sinergica, con le agenzie immobiliari in prima linea nel facilitare il dialogo tra domanda e offerta. Questi professionisti sono stati individuati come punto di raccordo tra il Comune e i privati, fondamentali per orientare correttamente il progetto e farlo decollare. Da parte dei professionisti, tuttavia, è emersa l’esigenza che il Comune studi strategie per fare in modo che il progetto non si fermi ad interventi di natura urbanistica o commerciale ma che le eventuali attività commerciali o artigianali che si dovessero insediare nella zona possano risentire di una maggiore presenza, anche turistica, in loco.

Infine, un messaggio chiaro: «Abbiamo una visione, ma ora serve un impegno concreto da parte di tutti», ha concluso uno degli amministratori. «Non basta solo l’iniziativa pubblica; dobbiamo coinvolgere i cittadini, gli imprenditori e le agenzie per costruire insieme il futuro del nostro Centro Storico».

Quella che si profila è una sfida ambiziosa ma possibile, che potrebbe ridisegnare Corato e restituirle un centro vivo, pulsante e attrattivo per residenti e turisti, una vera e propria nuova “vitalità urbana”.

I vantaggi principali offerti direttamente dal Comune per aprire attività nel Borgo Antico

Il DUC lancia un’iniziativa per favorire la rinascita economica e sociale del Borgo Antico, sostenendo l’apertura di nuove attività commerciali e il recupero degli immobili. Grazie a un pacchetto di agevolazioni, proprietari e imprenditori possono investire nel cuore storico della città con meno vincoli e più opportunità.

Quali sono i vantaggi principali?
• Cambio destinazione d’uso gratuito – Trasformare l’immobile senza costi aggiuntivi, rendendolo adatto ad attività commerciali e artigianali.
• Deroghe ai requisiti edilizi – Più flessibilità negli interventi di adeguamento per locali commerciali.
• Esenzione CUP per i dehors – Sarà possibile espandere le attività di somministrazione e consumo sul posto di alimenti e bevande all’aperto senza sostenere il pagamento del canone di occupazione di suolo pubblico.
• Esenzione diritti di istruttoria SUAP – Sarà possibile avviare l’attività più facilmente, presentando la Scia al Comune senza versare diritti.

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Commenti

  • carluccio (utente non verificato)

    perfetto, come programma ci siamo, resta solo da rendere il centro pulito e sicuro, senza questi due aspetti, non credo si crei attrattiva …

    • Ansari Moltres (utente non verificato)

      Direi che vede le cose al contrario. Le catapecchie e i ruderi che popolano larghe parti del centro storico sono, perché disabitate e pericolanti, causa di degrado. Se fossero ripristinate all’uso ci sarebbe lo spazio (intendo sia quello fisico che quello operativo) per aumentare la sicurezza e la pulizia. Se lasciamo il centro in mano alle catene di negozi e lasciamo morire il commercio di quartiere, finirà tutto in malora. Un salumiere, un calzolaio, un panificio sono presidi di civiltà e sicurezza, prima ancora delle FF.OO.

      • carbocatione (utente non verificato)

        … il panettiere investigatore, il salumiere poliziotto, il calzolaio castigamatti … il prete che risolve i casi come Don Matteo .. sì, certo, come no …

  • ReCuoratino (utente non verificato)

    Non inventano nulla, hanno studiato, copiano a piene mani dalla struttura della polis greca e, prima ancora, dei villaggi neolitici.
    Qualcuno, ad un certo punto, ha pensato di invertire la millenaria conformazione rendendo il centro storico un deserto diurno ed un manicomio serale.
    Torneremo ad abitare nel centro storico, a comprare in centro frutta, carne, pesce e maglie della salute: il commercio deve essere l’anima di un centro urbano, il commercio è presenza, condivisione, è vita.
    Questa è l’unica via possibile, ce lo sbatte in faccia la storia, prima ancora che i nostri nonni.

  • nerdrum (utente non verificato)

    l’area degradata sita tra ex via n. sauro, via niglio, le spalle della chiesa della madonna greca e popolata da blatte, topi e colombi. lì c’è poco da salvare, abbatterei tutto, e darei la possibilità di costruire graziose palazzine a due piani, circondate da giardinetti e buona viabilità.

  • Luigi (utente non verificato)

    Il centro storico è il cuore di una città…diversi anni fa ho proposto di rivalutare il centro storico inserendo attività artigianali che possano ridare vita al paese… ovviamente senza caricare le stesse di tasse eccessive…la città ha bisogno del suo centro storico, ha bisogno di un cuore, in mancanza di questo non è una città…

  • Francesco (utente non verificato)

    Tot chiacchier, ma proprio assai .

  • Antonio Caputo (utente non verificato)

    …………….e cosa dovrebbero fare gli agenti immobiliari che avete chiamato a raccolta??