Dall’elettrodotto al registro tumori sino ai resti archeologici: «Troppe questioni irrisolte»

Legambiente Corato
Le considerazioni del circolo “Angelo Vassallo” di Legambiente in merito ad una serie di questioni attuali che ancora faticano a trovare risposte
«L’anno che ci ha lasciato ha evidenziato una crisi dell’associazionismo e dell’interesse collettivo in modo particolare dei giovani nell’impegnarsi nei confronti di una realtà prosociale». Parte da questa affermazione la riflessione di Legambiente su un inizio d’anno caratterizzato dalla necessità di ritornare su questioni irrisolte.
«Ci ha rammaricato – si legge nella nota diffusa dall’associazione ambientalista – la chiusura di Onda d’urto con la speranza che nuove realtà sociali possano nascere o rinascere per migliorare la qualità sociale della nostra città. Non sono mai troppe le associazioni di un territorio, purché siano attive e propositive».
Tra i nodi irrisolti, individuati dall’associazione presieduta da Giuseppe Faretra, vi è quello relativo all’istituzione del registro tumori: «Non si sa se l’amministrazione comunale intende istituirlo» affermano. «Il ruolo primario di un Registro Tumori è quello di costituire e gestire nel tempo un archivio di tutti i nuovi casi di tumore diagnosticati ed assicurare che la registrazione dei dati avvenga in modo rigorosamente scientifico e con carattere continuativo e sistematico. Nell’area metropolitana solo Bari, Bitetto, Bitritto e Modugno hanno il Registro Tumori. In questo modo, le istituzioni e il mondo scientifico possono individuare le criticità e trovare insieme alle amministrazioni soluzioni per migliorare la qualità della vita» rilevano.
Legambiente punta inoltre i riflettori sull’elettrodotto della zona 167: «al momento nulla si sa del suo destino come non si sa nulla dei reperti archeologici ritrovati a piazza di Vagno, dopo le sollecitazioni proprio di noi di Legambiente già dal lontano 2017, ben otto anni fa. Non solo i reperti in questione, sono stati oggetto di studio e di pubblicazioni, ma i cittadini finora non sono stati messi a corrente di ciò che è stato recuperato dallo scavo archeologico. Speriamo che ci possano essere progetti per dare la possibilità di una piena fruizione del dolmen di Corato e delle tombe di San Magno che possono entrare in un percorso zonale all’interno di un ecomuseo» .
«Tante questioni socioabientali sono aperte nella nostra città – conclude il presidente Giuseppe Faretra- Speriamo di avere la possibilità di avere alcune risposte. Noi siamo disponibili a dare il nostro contributo culturale e scientifico»
Commenti
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Angelo Vassallo si è fatto ammazzare per difendere con coerenza e fino in fondo il suo territorio. Legambiente Corato insieme ad altri non ha fatto nulla per difendere il territorio scelto per la realizzazione del TRASFERIMENTO DELL’ELETTRODOTTO IN ALTRA ZONA, COMUNQUE ABITATA , ANCHE SE DEFINITA AGRICOLA E POSTA POCO DISTANTE DALLA CITTÀ. Noi residenti siamo stati costretti a difenderci e dimostrare tutte le criticità relative a quel progetto di trasferimento e se ci fosse stato il sostegno autentico di tutti, il problema sarebbe già stato risolto.
Abbiamo combattuto e continueremo a farlo perché se, come risaputo, terna possiede le tecnologie per attraversare in sicurezza i mari, non può essere che per Corato l’unica soluzione sia una linea aerea da realizzare su un territorio palesemente inadeguato







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