“L’altra resistenza”, Anpi e Agorà 2.0 ricordano gli Internati Militari Italiani

Una riflessione con lo storico Mario Avagliano, autore del volume “I militari italiani nei lager nazisti” e Giuseppenicola Tota, già Generale di Corpo d’Armata ed esperto IMI

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Sabato 25 gennaio alle 18,30, presso la sede dell’associazione Agorà 2.0 in via San Benedetto 36, si svolgerà l’evento “L’altra Resistenza: la vicenda degli Internati Militari Italiani”.

L’iniziativa, organizzata dall’ANPI Corato “Maria Diafera” in collaborazione con Agorà 2.0, ha lo scopo di approfondire la vicenda degli IMI (Internati Militari Italiani), una pagina della Resistenza ancora oggi poco considerata. Saranno ospiti dell’iniziativa lo storico Mario Avagliano, autore del volume “I militari italiani nei lager nazisti” (Il Mulino), e Giuseppenicola Tota, già Generale di Corpo d’Armata ed esperto IMI.

Gli interventi verranno preceduti dai saluti di Marina Mastromauro, presidente ANPI Corato, e Enzo Del Vecchio, presidente Agorà 2.0.

La serata verrà moderata da Mariella Sivo.

«L’evento – spiegano i promotori dell’iniziativa – è organizzato in occasione del Giorno della Memoria, che ricorda le vittime dell’Olocausto e coloro che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista, e si inserisce in un ciclo di incontri promosso da alcune sezioni ANPI e che vedrà come ospite principale Mario Avagliano».

«Quella degli IMI  – concludono – è una pagina drammatica della Resistenza: oltre 600 mila militari italiani vennero catturati e deportati nei capi di concentramento tedeschi nei giorni immediatamente successivi all’armistizio dell’8 settembre».

L’incontro coratino fa parte di una serie di incontri che coinvolgono le città di Santeramo in Colle, Altamura, Monopoli e Molfetta.

 

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Commenti

  • franco (utente non verificato)

    e c’è ancora chi NON riconosce quella tragedia e quelle altre conseguenti ( ebrei disabili omosessuali ecc ecc.) Negazionisti che stanno rivivendo il loro momento grazie e soprattutto a CHI abbiamo posto alla guida della Nazione Italia e per la quale quelli in fotografia (e i deceduti) hanno sofferto per vederla ridotta così. Viva l’Italia unita