Tricopigmentazione: scopriamo questa soluzione “anti-calvizie” sempre più diffusa

La Redazione

La tricopigmentazione è una tecnica che sa offrire un risultato estetico davvero molto valido

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Porre rimedio alla mancanza di capelli è da sempre un’esigenza estetica molto sentita, e negli ultimi anni si sono registrati, in tal senso, dei progressi davvero importanti.

Oggi recuperare una capigliatura folta e piacevole rappresenta un obiettivo alla portata di tutti. Esiste anche la possibilità di dare ad una chioma diradata e/o glabra un effetto rinfoltimento e la tricopigmentazione è senz’altro una delle più gettonate, essendo assai apprezzata non solo per gli ottimi risultati che sa garantire, ma anche per l’invasività minima e per la semplicità di realizzazione.

È interessante sottolineare, peraltro, che nel barese operano diverse realtà specializzate: il centro tricologico Tricomedit Group, ad esempio, ha sede a Bari in zona Poggiofranco ed è considerato un punto di riferimento a livello nazionale per quel che riguarda la tricopigmentazione capelli.

Andiamo dunque a scoprire di più su questa metodologia, partendo dagli aspetti più tecnici.

Tricopigmentazione: in cosa consiste

Iniziamo col dire che la tricopigmentazione non è un trapianto; di fatto, la quantità di capelli presente sulla testa del paziente rimane inalterata, nonostante ciò questa tecnica sa offrire un risultato estetico davvero molto valido.

La tricopigmentazione prevede che vengano applicati sul cuoio capelluto, tramite delle apposite procedure, dei piccoli pigmenti del colore scelto, assolutamente anallergici e biocompatibili.

L’operazione, che deve ovviamente essere effettuata da professionisti tramite l’utilizzo di strumentazioni specifiche, è rapida, indolore e sicura, e consente al paziente di godere del risultato ottenuto in modo pressoché immediato, evitando così i lunghi decorsi tipici di soluzioni differenti.

È utile sottolineare anche che questa procedura non danneggia in alcun modo né il cuoio capelluto né i capelli presenti sul medesimo, e anche questo è un vantaggio non da poco.

Le tipologie di tricopigmentazione

 Premesso che gli interventi di tricopigmentazione possono presentare le peculiarità più disparate, le opportunità di personalizzazione del risultato finale, infatti, sono pressoché infinite, essi possono essere distinti in due grandi categorie: quelli permanenti e quelli semipermanenti.

In quelli permanenti, appunto, si utilizzano pigmenti destinati a restar visibili per sempre, mentre in quelli semipermanenti tendono ad attenuarsi col tempo e di conseguenza, affinché il risultato

estetico sia sempre impeccabile, è necessario ribadire la procedura con lassi temporali prestabiliti (ma comunque tutt’altro che ravvicinati).

Questa seconda soluzione è in genere suggerita in quanto consente di adattare agevolmente il risultato ad eventuali cambiamenti dell’aspetto o, più semplicemente, al modificarsi degli obiettivi estetici.

Chiarito cos’è la tricopigmentazione e come può essere eseguita, andiamo ora a scoprire in quali casi sa essere ideale.

Le esigenze estetiche per cui è più adatta

La tricopigmentazione è una metodologia che riesce a rispondere ad esigenze estetiche tra loro molto diverse, andiamo dunque a scoprire le principali.

Nella grande maggioranza dei casi si ricorre alla tricopigmentazione per realizzare, sulla testa, il cosiddetto effetto rasato: i pigmenti collocati sulle aree calve o diradate ricreano infatti un effetto visivo analogo a quello di capelli tagliati cortissimi, con un rasoio.

Affinché il risultato sia omogeneo, ovviamente, è necessario che siano effettivamente rasate a zero eventuali aree in cui sono presenti dei capelli, ad esempio quelle della nuca e dei lati della testa.

L’effetto rasato, tuttavia, non è l’unico risultato ottenibile tramite la tricopigmentazione: applicando i pigmenti in un’area del cuoio capelluto in cui i capelli sono presenti, ma piuttosto radi, si può ottenere un efficace effetto infoltimento, inoltre la tricopigmentazione è perfetta anche per coprire la mancanza di capelli in aree piccole e ben definite, come può essere il caso di una cicatrice sul cuoio capelluto.

Se ci si riconosce in uno di questi casi, dunque, può assolutamente essere una buona idea quella di valutare questa possibilità, sottoponendosi ad una visita preliminare presso un centro tricologico professionale.

 

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