
L’appuntato scelto Filiberto D’Imperio
“Un sabato senza lunedì”, il “corto” di un carabiniere coratino mette in guardia i giovani sui rischi alla guida
L’idea del cortometraggio, realizzato in stile “Sliding doors”, nasce dall’estro dell’appuntato scelto Filiberto D’Imperio, in servizio ormai da 24 anni in Calabria, ma orgogliosamente coratino. In questi giorni il video verrà proiettato nel corso del Tropea film festival
Tre ragazzi decidono di trascorrere una serata in discoteca. Due di loro bevono un cocktail, mentre il terzo – quello che all’uscita del locale deve mettersi alla guida – sceglie una bevanda analcolica. Una saggia decisione che conduce i ragazzi sani e salvi a casa. Poi il nastro si riavvolge e si vedono i tre ragazzi bere e divertirsi senza limiti. Con un finale tragicamente diverso che cambia per sempre la vita dei protagonisti.
È la duplice storia raccontata ne “Un sabato senza lunedì“, cortometraggio (visibile in alto nella pagina) – prodotto dall’aliquota comunicazione e stampa del comando provinciale dei carabinieri di Catanzaro per sensibilizzare i più giovani a guidare rispettando le regole.
L’idea nasce dall’estro dell’appuntato scelto Filiberto D’Imperio, in servizio ormai da 24 anni in Calabria, ma orgogliosamente coratino. È lui, videomaker per passione, ad aver curato il soggetto del “corto” che – oltre a veicolare un messaggio decisamente molto importante – ha avuto successo anche in campo cinematografico. Il filmato è infatti stato promosso nella conferenza stampa del festival del cinema di Venezia e verrà proiettato nel corso della seconda edizione del Tropea film festival, in programma dall’8 al 14 settembre.
Il cortometraggio

«Il video, ad alto impatto emotivo, vuole lanciare un messaggio forte e far riflettere i più giovani sulle conseguenze dei loro comportamenti, a volte sbagliati, quando sono alla guida di veicoli» spiegano dall’aliquota comunicazione e stampa dell’Arma di Catanzaro.
«Il filmato, che da settembre sarà proiettato anche all’interno degli istituti scolastici, è ispirato al film “Sliding Doors” e rappresenta uno spaccato della movida e della realtà giovanile, quando una scelta sbagliata può condizionare per sempre la vita e, nell’ipotesi peggiore, farla perdere e determinare la morte anche di terzi innocenti.
Il cortometraggio è stato interpretato da veri carabinieri in servizio con l’aiuto di giovani studenti e di una madre, che sono riusciti ad esprimere prima la spontaneità e poi la disperazione dei loro personaggi. Un sistema di porte scorrevoli che, azionate da una diversa scelta, si aprono su destini differenti caratterizzati alternativamente da serenità o disperazione. Un messaggio forte che si pone l’obiettivo di indurre una riflessione utile ad orientare comportamenti consapevoli in difesa del valore della vita. Bene ancora più alto e prezioso quando si riferisce a chi, giovane, ha la possibilità di un felice futuro dinnanzi a sé. La colonna sonora, un ibrido da “indie” e “reggae”, è una canzone inedita realizzata “ad hoc” per l’occasione da un giovane cantautore di Catanzaro, Mattia Russo in arte “Raggamatty”, il quale ha anche interpretato il personaggio che trascina gli altri verso la scelta sbagliata».
Il messaggio

«Questo deve essere un messaggio per far capire ai giovani cosa può succedere alla guida, in base al comportamento che si sceglie di tenere» dice l’appuntato scelto D’Imperio che ha realizzato il video in qualità di componente dell’aliquota comunicazione e stampa del comando provinciale di Catanzaro.
L’aliquota è un assetto creato “ad hoc” dal comando generale dell’Arma dei carabinieri con lo scopo di comunicare con i media e informare i cittadini. L’aliquota nasce con l’intento di concorrere a garantire il diritto all’informazione, raccogliere, analizzare e rendere fruibili dati e notizie relative a fenomeni socialmente pericolosi, nonché attuare strategie comunicative al passo coi tempi con l’ausilio di fotografie e video, comunicati stampa, post sui social e altro ancora.
L’importante assetto, attivo da due anni, ha reso noti finora i risultati di numerose campagne di sensibilizzazione come ad esempio quella sulle truffe e furti in danno di anziani svoltasi con incontri informativi anche all’interno delle comunità parrocchiali, sul rispetto della legalità in senso lato nonché sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo articolata su conferenze all’interno degli istituti scolastici, sul contrasto alla violenza di genere mediante punti di ascolto e stand divulgativi anche all’interno di centri commerciali.
L’aliquota comunicazione e stampa è diretta dal comandante del reparto operativo di Catanzaro, colonnello Roberto Di Costanzo, delegato ai rapporti con gli organi d’informazione dal comandante provinciale, colonnello Giuseppe Mazzullo, ed è composta da due militari, il brigadiere Santo Rustica e, appunto, l’appuntato scelto Q.S. Filiberto D’Imperio i quali, oltre ad essere stati scelti per la loro naturale propensione alla comunicazione e al sociale, hanno anche ricevuto una specifica formazione sulle strategie comunicative presso il comando generale dell’Arma dei carabinieri, ottenendo così la qualifica di “addetto comunicazione e stampa”.
Il fenomeno raccontato dall'Arma

«Le tragiche morti, spesso di giovanissimi, e i danni fisici permanenti causati dagli incidenti stradali rappresentano uno dei problemi più gravi e più difficili da risolvere. Dall’analisi dell’incidentalità emerge che la gran parte degli eventi mortali o gravi è dovuta a condotte scorrette nella conduzione dei veicoli come il mancato rispetto delle precedenze, la distrazione, l’eccesso di velocità e l’utilizzo del telefono cellulare.
Ulteriori e sempre più frequenti cause di gravi incidenti sono rappresentate dall’alterazione dello stato psicofisico derivante dall’uso di sostanze alcooliche e droghe, nonché dal mancato uso di casco, cinture e seggiolini per bambini. Nel tempo, la rilevanza della problematica è stata anche sottolineata da interventi normativi che hanno modificato il codice della strada, prevedendo – tra l’altro – il divieto assoluto di assumere alcolici, prima di mettersi alla guida, per i giovani patentati da meno di 3 anni e i “guidatori professionisti”, nonché l’introduzione di ben due ipotesi di reato specifiche ovvero il reato di “omicidio stradale” e quello di “lesioni personali stradali”.
Da diversi anni, si discute sui modi di combattere questa grave piaga e tra le proposte più interessanti vi è quella di introdurre nelle scuole una vera e propria materia per l’educazione stradale sin dalla tenera età, in modo tale da far conoscere da subito anche ai più piccoli i corretti comportamenti per una guida sicura. È ormai noto che sono soprattutto i neopatentati ad essere coinvolti in incidenti stradali, in quanto per i più giovani – oltre a fattori di rischio come l’impulsività, la distrazione e gli effetti di alcol e droghe – si aggiunge anche una diffusa scarsa percezione delle situazioni di pericolo e, conseguentemente, una minore capacità di reagire in modo adeguato».
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