Un fiume di droga attraversava le province di Foggia, Bat e Bari: 29 arresti, c’è anche un coratino

Un fiume di droga che attraversava le province di Foggia, Bat e Bari
I particolari dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza
Alle prime luci dell’alba, i finanzieri del comando provinciale di Bari e del servizio centrale investigazione criminalità organizzata – con il supporto del locale reparto operativo aeronavale e di personale del comando provinciale della Guardia di Finanza di Foggia – hanno dato esecuzione a un’ordinanza, emessa dal gip del Tribunale barese su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 31 persone (di cui 15 in carcere, 14 agli arresti domiciliari e 2 destinatari dell’obbligo di dimora) residenti nelle province di Bari, BAT, Foggia, Teramo e Chieti, nonché a un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di circa 2 milioni di euro. Uno degli arrestati, il trentatreenne Francesco Quercia detto “cuore”, è di Corato.
Le persone raggiunte dai provvedimenti restrittivi sono indagate, a vario titolo, per i reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché produzione, traffico e detenzione illeciti delle stesse.
L’odierna operazione costituisce l’epilogo di un’articolata attività di indagine, coordinata dall’Ufficio giudiziario ed eseguita dal Servizio Centrale Ico e dal Gico del Nucleo PEF Bari, che ha consentito di disvelare l’esistenza di un gruppo criminale con sede operativa nella provincia di Foggia e propaggini in quelle di Bari e BAT. Numerosi i riscontri operativi effettuati nel corso delle investigazioni che hanno permesso di sottoporre a sequestro circa 150 kg di hashish e 200 mila euro in contanti, nonché di procedere a diversi arresti in flagranza di reato.
Pertanto – secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip del Tribunale barese – gli accertamenti svolti avrebbero consentito di dimostrare come l’associazione fosse connotata da un’elevata capacità organizzativa e dotata di una rilevante disponibilità di mezzi finanziari e strumentali, disponendo di una “cassa comune” e di una vera e propria “contabilità d’esercizio”.
In particolare, l’organizzazione avrebbe rifornito di sostanze stupefacenti, in maniera sistematica e capillare, mediante l’utilizzo di automezzi dotati di doppi fondi, diverse piazze delle province di Foggia, Bari e Barletta-Andria-Trani, nonché le zone costiere dell’Abruzzo, anche in virtù della fama criminale derivante dall’appartenenza di uno dei principali indagati a un noto clan operante nel territorio dauno; avrebbe adoperato strumenti di comunicazione criptati e a “circuito chiuso”, mimetizzando le attività illecite in strutture adibite ad attività commerciali; avrebbe utilizzato nelle conversazioni un linguaggio allusivo, che convenzionalmente definiva la droga con termini quali “1p” per indicare il panetto di 100 grammi oppure semplicemente “una” con riferimento a una cassa da circa 30 Kg, mentre il denaro veniva individuato con la parola “documenti”; avrebbe garantito l’assistenza legale e il mantenimento dei sodali arrestati. Al riguardo, si sottolinea la capacità di riorganizzazione degli indagati, pur a fronte di plurimi interventi repressivi delle forze dell’ordine.
Inoltre, sono stati eseguiti mirati approfondimenti economico-patrimoniali nei confronti dei soggetti investigati e dei rispettivi nuclei familiari finalizzati all’individuazione di forme di “arricchimento” non giustificate da fonti reddituali lecite, in relazione alle quali è stato disposto il sequestro preventivo “per sproporzione”, finalizzato alla confisca c.d. “allargata”, di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili per un valore di oltre 2 milioni di euro, tra i quali 28 terreni agricoli, 7 appartamenti, nonché 900mila euro in contanti, polizze vita, saldi attivi dei conti correnti e 2 automobili.
Nell’ultimo biennio, le unità specializzate del Nucleo Pef di Bari, hanno sottoposto a sequestro circa 2 tonnellate di stupefacenti e tratto in arresto in flagranza di reato oltre 40 corrieri.
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