«Al Pronto Soccorso di Corato cure mediche, umanità e pazienza: grazie»

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«Prendersi cura di un anziano che sta male, quando questi è convinto di star bene e di essere un ottimo medico di sé stesso: al pronto soccorso dell’ospedale di Corato sanno che significa e, soprattutto, sanno farlo»

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«Scrivo per raccontare una vicenda che contraddice i soliti stereotipi che riguardano la sanità pugliese. Prendersi cura di un anziano che sta male, quando questi è convinto di star bene e di essere un ottimo medico di sé stesso: al pronto soccorso dell’ospedale di Corato sanno che significa e, soprattutto, sanno farlo.

Giunto al triage per una assoluta casualità ‘geografica’ a causa di una emergenza cardiaca, C. – di Molfetta, classe 1944, con un principio di demenza senile dopo quasi 80 anni di vita attiva- viene accolto con un rapido elettrocardiogramma, ma soprattutto da un infermiere che ne ascolta i bisogni e, attingendo a tutta la sua scorta di umanità e pazienza, lo indirizza verso la consapevolezza dei propri limiti legati all’età.

Poi, rapidamente – nonostante non si trattasse di un caso ‘urgente’ – in cardiologia e infine, nel reparto del pronto soccorso, dove C. incontrerà nuovamente l’umanità e l’efficacia non solo del dott. Marco Varesano, ma anche dello staff medico e paramedico tutto, con cui trascorrerà pure qualche minuto tra sorrisi e chiacchiere per scoprire che, forse, l’unica flebo di cui aveva veramente bisogno era quella d’affetto. Insomma, qui, la ‘cura’ ha una dimensione medica ma anche umana.

Inoltre, accesso alle 10, dimissione ore 13: un sogno per i molfettesi, abituati a lunghissime ed estenuanti attese al pronto soccorso del “Don Tonino Bello”, spesso apostrofati da medici presuntuosi e scontrosi. Poi, scopriamo che il governatore della nostra Regione Emiliano vorrebbe chiudere un centro di primo soccorso così efficace… Ma perché?»

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