
La cena della solidarietà 2022
Aggiungi 250 posti a tavola: «A cena come fratelli» nella chiesa Incoronata
I banchi hanno lasciato spazio a decine di tavoli dove hanno preso posto circa 250 persone tra anziani, bambini, uomini e donne di diverse nazionalità, religioni e abitudini culturali
«Per noi Natale è essere qui a servire. Veniamo per dare ma, in realtà, è sempre più quello che riceviamo». Le parole di due volontarie che da anni mettono a disposizione tempo e amore per chi ha bisogno, rendono bene l’aria che si respirava ieri sera nella parrocchia Maria SS. Incoronata.
Nella chiesa che si affaccia su piazza Cesare Battisti si è infatti svolta la “Cena della solidarietà“, iniziativa ideata negli anni scorsi da Despar Centro-Sud per offrire una cena natalizia a chi vive una situazione di difficoltà. I banchi hanno lasciato spazio a decine di tavoli dove hanno preso posto circa 250 persone tra anziani, bambini, uomini e donne di diverse nazionalità, religioni e abitudini culturali. Tutte persone cui la Caritas cittadina – ieri presente in massa con i suoi volontari – tende ogni giorno una mano, in una Corato che non rappresenta un’eccezione rispetto alla povertà dilagante in tutta Italia.
Tra qualche sguardo spaesato, tanti sorrisi e le voci eccitate dei più piccoli, a farla da padrone è stata quella bella confusione tipica delle grandi tavole imbandite in famiglia. Tanta frenesia anche nella zona in fondo alla chiesa, diventata – per una sera – una grande cucina nella quale docenti e studenti dell’istituto “Oriani-Tandoi” hanno lavorato a lungo per preparare e servire il cibo. Tanto che non è parso strano avvertire, piuttosto che l’odore dell’incenso, quello delle lasagne e dell’arrosto di vitello offerti insieme a patate al rosmarino, piselli, focaccia barese, frutta e pandoro. In sottofondo, le note di Imagine di John Lennon eseguite dagli stessi ragazzi che hanno anche realizzato dei bigliettini donati ai commensali alla fine della cena.
Proprio la presenza di questi entusiasti studenti è stata la bella novità di questa edizione della “cena”: così, nel meccanismo virtuoso che porta alla realizzazione di questa iniziativa benefica, è stata coinvolta un parte importante della società, quella composta dagli uomini e dalle donne di domani che possono quindi sperimentare da vicino i valori del rispetto e della solidarietà.
«Grazie all’Ipc Tandoi, ai ragazzi, ai docenti e al preside Catalano che si sono resi disponibili per questo servizio di fraternità per i nostra fratelli più bisognosi» ha tenuto a dire l’équipe che guida la Caritas cittadina composta da Francesco Amorese, Nunzio Mangano, Mariella Procacci e Vincenzo Colonna. «Grazie al padrone di casa don Peppino Lobascio , a tutti gli operatori Caritas, volontari e non, alla Croce Rossa e all’amministrazione comunale e a Maiora che ha donato le derrate alimentari».
Anche il dirigente scolastico dell’istituto “Oriani-Tandoi, Francesco Catalano ha voluto ringraziare «tutto il personale Ata, i docenti di sala e di cucina e tutti i ragazzi dell’alberghiero. Un grazie particolare va anche all’indirizzo dei servizi socio-sanitari che hanno aiutato le persone in stato di bisogno».
Nel video in alto le interviste alla équipe della Caritas, al preside Catalano, e al parroco della chiesa Maria SS. Incoronata, don Peppino Lobascio.
Commenti
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spero nell’entusiasmo spontaneo della GIOVENTU’ che possa contagiare sempre noi tutti cd adulti e seminare per il futuro. grazie







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