Niente interrogazione per i ragazzi che raccolgono le olive: l’iniziativa della prof di Corato spopola

Valeria Scaringella, docente di scienze nel Liceo Scientifico di Ruvo, lancia un forte messaggio per valorizzare la tradizione del nostro territorio

7 18 commenti

Chi si reca nei campi con i propri nonni o con i propri genitori per la raccolta delle olive non sarà interrogato. Almeno dalla professoressa Valeria Scaringella.  La docente di scienze del Liceo Scientifico di Ruvo di Puglia ha lanciato una iniziativa che è stata fortemente gradita non soltanto dagli studenti ma anche dalle famiglie e da quanti ne sono venuti a conoscenza, diventando una bella storia degna di essere raccontata.

Quarant’anni, coratina, Valeria Scaringella ama la natura ed è fortemente legata alle tradizioni del nostro territorio. Caratteristiche che l’hanno indotta a consentire ai suoi studenti del terzo anno di Liceo di ottenere un giorno di “clemenza” dalle interrogazioni qualora nel giorno precedente siano andati a raccogliere le olive.

«Molti degli studenti sono coratini – spiega la docente – e da noi si sente molto questo legame con la terra, solo che gli adolescenti a volte tendono quasi a vergognarsene. A questa età non lo si apprezza molto, invece vorrei che imparassero a vedere il bello nell’albero di ulivo, in quello che stanno facendo, a lavorare e a sporcarsi le mani nel vero senso della parola. Come alternanza scuola-lavoro sarebbe molto bello da fare, una giornata in campagna lascia molto di più».

Una idea che sta funzionando, apprezzata molto dagli studenti tra i 16 e i 17 anni.

«Se il giorno prima sei andato a raccogliere le olive, sei certo che nella mia ora non ti interrogo. Li giustifico ma devono dimostrarlo, anche con le unghie sporche – scherza la docente – piuttosto che con le foto.  Li giustifico perché per me la tradizione, la cultura, la cura del territorio e la bellezza della nostra terra passano anche da questo».

«Se il giorno prima ti sei svegliato alle 6 per andare a raccogliere le olive e torni a casa stanco, mettersi a studiare immagino non sia semplicissimo» precisa la prof.

Nessuno che fa il furbo: gli studenti «ci tengono a far vedere che sono effettivamente andati in campagna portando anche la magliettina sporca di terra. I ragazzi hanno spesso bisogno di essere ascoltati e ti raccontano quello che vivono come un evento straordinario. Immagino che anche i loro parenti siano contenti».

Non è la prima volta che la docente coratina valorizza il rapporto degli studenti con la terra. «A ottobre – sottolinea la prof – sono andati a vendemmiare e poi sono venuti a scuola con un bustone pieno dell’uva che hanno raccolto; altri vogliono portare la bottiglia dell’olio che hanno prodotto loro. E’ il primo anno che sono in questa scuola, sto tastando il territorio, vediamo se l’iniziativa si estenderà».

avatar

Commenti

  • Mest Mengucc (utente non verificato)

    Vendo abiti sporchi di terra e fango per unghie. All’occorrenza anche buste di olive e minghionere. Solo veri interessati e scansafatiche.

  • M.D (utente non verificato)

    Bravaaaaaa…..dieci e lode!

  • Pasquale Lotito (utente non verificato)

    Iniziativa lodevole. Bravissima.

  • Colin (utente non verificato)

    Anche questa è scuola……ricordatelo e aprite gli occhi

    • Ss ss (utente non verificato)

      Si infatti,proporrei di portare i ragazzi in campagna invece che a scuola.Non penso che dopo avrebbero la forza di stare sui social……dove rincoxxxoniscono ogni giorno di più’.Si dai ragazzi andate a zappare.☺️

  • Nicob (utente non verificato)

    Si ma quando vanno in campagna la notte, visto che sono a scuola fino al sabato.

    • carluccio (utente non verificato)

      eh, chi vuole filare fila al zippo …

  • Ss ss (utente non verificato)

    ?????che simpatica e onesta iniziativa.Brava ????

  • Cizzo (utente non verificato)

    Brava..continuiamo a insegnare a questi ragazzi a fare il minimo sindacale…non spingiamoli mai oltre il limite..giustifichiamo li sempre…o fai una cosa o l’altra ..se no si affaticano…mi raccomando non spremiamoli troppo…

    • Magda (utente non verificato)

      All aperto si impara molto di più, soprattutto a lavorare…a meno che non si è di quei genitori che mantengono i figli fino a 30 anni e poi si lamentano che non sanno fare nulla!

    • Un Giovinotto (utente non verificato)

      Sempre i soliti giovani che sono degli scansafatiche, vero? Ma certo.
      Piuttosto che dire cavolate, i ragazzi non si crescono a schiaffi e fatica, apprezziamo iniziative educative come questa. Altrimenti poi questi ragazzi crescono “strani” come alcuni commentatori in giro per il web.

      • Ss ss (utente non verificato)

        Non ha senso logico il tuo commento.Puoi riscriverlo?????

  • Antonio (utente non verificato)

    Mi piace questa iniziativa brava la professoressa
    Un po noi tutti coratini ci dedichiamo alla terra specialmente quando arriva il sabato e la domenica ed è giusto che insegnamo ai nostri figli il valore delle tradizioni.Grazie Prof

  • carluccio (utente non verificato)

    mi ricordo una maestra di scuola elementare …
    un giorno una delle compagne di scuola si giustificò, non aveva potuto fare i compiti perchè era andata a vendemmiare il giorno prima. ed era sicuro perchè apparteneva ad una famiglia di agricoltori che la facevano lavorare davvero sin da piccola. la maestra con grande empatia e comprensione le disse ” sì sciut a vnmà? e mò mang-t nà cocchje d’uv! cà cherr adà fà tott la vita tau”, consegnandola allo scherno dei compagni di classe. rimasi folgorato. pur essendo un bambino, mai mi sarei aspettato un atteggiamento così clasista, becero e insensibile da parte di una insegnante, che tra l’altro si vantava di essere di sinistra, inclusiva, comprensiva ed ecumenica.
    plaudo alla iniziativa, tanto hai voglia a fare il furbo, vuoi che non si sappia chi ha l’attitudine al lavoro, sia fisico che mentale e chi pratica il fancazzismo più sfrenato

  • Sofia (utente non verificato)

    Sono tante le mansioni che prima si svolgevano ANCHE andando a scuola e studiando per il giorno dopo. Tra cui, per esempio, l’andare a trovare i nonni e stare con loro aiutandoli in casa e/o per la spesa.
    I tempi sono cambiati…ora bisogna PREMIARLI. Ed il premio è poter mancare in un loro dovere. Cresceranno bene.

  • franco (utente non verificato)

    come al solito ci sono i pro ed i contro- per me la Prof. ha voluto semplicemente “ricordare” anche ai più giovani quali sono le origini e le tradizioni in corso. non facciamone un discorso di furbastri e sfaticati…in fondo tutti(?) abbiamo trovato le scuse più ASSURDE per non essere sottoposti all’interrogazione di quel giorno…tutti(?)

  • si (utente non verificato)

    Sono un’ex alunno della prof Scaringella, è stata la mia insegnante per appena un anno, eppure quello che mi ha lasciato, raramente qualche altro professore al suo posto è riuscito a lasciarmi in egual modo. è un’ insegnante, ed educatrice prima di essere docente, e la differenza noi ragazzi la sentiamo.

  • Forza Corato (utente non verificato)

    Brava Prof