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Olive, prezzi da 35 a 42 euro. I produttori: «Ci mettiamo lavoro e passione, ma non siamo tutelati»

La Redazione
Troppo poco per ripagare gli sforzi di chi produce. «Il prezzo è crollato poco prima dell'inizio della raccolta e credo che per quest'anno la situazione sia ormai compromessa»
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«In ogni bottiglia d'olio non c'è solo il nostro lavoro, ma anche la nostra passione. Eppure noi produttori olivicoli, dinanzi a questa situazione, ci sentiamo abbandonati». Non nasconde lo sconforto Michele Arbore, giovane produttore olivicolo tra i promotori dell'incontro che si è svolto l'altra sera in Comune per discutere della crisi del settore. Attualmente il prezzo un quintale di olive a Corato va da un minimo di 35 euro a un massimo di 40/42 euro. Troppo poco per ripagare gli sforzi di chi produce. In città è stata istituita una unità di crisi, ma quest'anno risalire la china sarà una cosa difficile se non quasi impossibile.

«Il prezzo è crollato poco prima dell'inizio della raccolta e credo che per quest'anno la situazione sia ormai compromessa. Si pensi che in questi giorni, probabilmente a causa dello stress subìto dalle piante per la siccità, le olive stanno persino cadendo da sole» afferma Arbore. «In questi giorni sono scese pure le rese dell'olio, anche se la qualità è più alta, e siccome è il prezzo dell'olio che comanda il mercato, di riflesso il costo delle olive è sceso. Stiamo raggiungendo il minimo storico, si tratta di un prezzo insostenibile per la vendita» aggiunge Tommaso Loiodice, presidenze nazionale dell'associazione di categoria Unapol (Unione nazionale associazioni produttori olivicoli).

Colpa, secondo Loiodice, «di un surplus di costi, a cominciare dalla siccità dei mesi scorsi: su ogni quintale ci olive ci sono circa 10 euro in più solo per l'acqua. A determinare queste cifre c'è anche il "cartello" da parte di alcuni imbottigliatori che stanno facendo calare il prezzo dell'olio e di conseguenze delle olive. In qualche paese vicino vi sono quotazioni superiori di 10-15 euro, che non sono pochi, probabilmente perchè hanno iniziato prima a raccogliere e poi hanno venduto il prodotto in altre regioni. Il problema è atavico e occorre quindi fare una progettazione di più ampio respiro: creare, per esempio, punti di stoccaggio che non diano possibilità di azione a chi fa strozzinaggio sul mercato e detta legge.

Deve passare il concetto di filiera – sottolinea Loiodice – dove ogni attore ha la giusta remunerazione. La situazione è difficile e ci si muove sempre fuori da periodo opportuno, ma spero ci siano spiragli per una risalita. Mi auguro che il ministro convochi i rappresentanti della grande distribuzione affinchè sostengano il mercato e non lo facciano crollare. Inoltre qualche giorno fa è stata approvata la legge sulle "pratiche sleali" che impedisce di vendere un prodotto a un prezzo più basso di quello di produzione. Speriamo che l'ente preposto a stabilire questo prezzo si attivi al più presto e definisca un limite».

«Chiediamo un prezzo minimo di olio e olive da definire annualmente e se le leggi ci sono, che vengano applicate» rimarca Arbore. «Se poi, come dicono tutti, questa situazione va avanti da trent'anni, mi chiedo: quando sistemeremo le cose? Ho 31 anni, sono un giovane produttore e come me ce ne sono altri. Da questo mestiere vogliamo vivere, ma se restiamo sempre soli come andrà a finire? Non c'è nessuno che ci difende e non sappiamo a chi rivolgerci per essere tutelati, nonostante in questo territorio sia presente la più vasta superficie olivetata d'Italia. Un vero paradosso. Gli strumenti del passato come scioperi o cose simili, sono inutili. Occorre organizzarsi, anche fra pochi mesi, e riunire attorno allo stesso tavolo associazioni, produttori e istituzioni. Intanto tengo a ringraziare il sindaco De Benedittis che mi ha ascoltato e dato la possibilità di organizzare l'incontro in Comune».

Qualcuno si spinge addirittura a dire di non raccogliere le olive. «È ovviamente una provocazione» conclude Loiodice. «Ora il frutto è sull'albero e va raccolto e non certo abbandonato. Provocazione per provocazione, se si vuole fare un gesto forte e simbolico, le olive si raccolgano e si regalino ai meno abbienti».

sabato 20 Novembre 2021

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Stef
Stef
7 mesi fa

Parole,parole,parole…diceva Mina!!! Tante chiacchiere e pochi fatti, nessuno spirito di iniziativa e di lavorare in gruppo!!!

saponetta
saponetta
7 mesi fa

dal basso della mia umile condizione, mi permetto di dare un consiglio agli agricoltori, specie ai giovani: dovete uscire dalle logiche dei vostri progenitori, si deve entrare nella logica di filiera e di COOPERATIVA, intendendosi cn questo termine enti sani, partecipati, con presidenti e consigli di amministrazione adeguati e capaci, e non come è stato finora, affidati ai soliti inguacchiusi , ammanicati con la politica più becera, che hanno fatto fallire realtà con potenzialità immense, solo per i loro porci comodi e di chi li aveva messi in quei posti, nel disinteresse e nella muta complicità di coloro che proprio dovevano essere protetti e tutelati. questa è (secondo me) la via. tertium non datur. p.s. : il secundum è abbandonare gli oliveti e andare a prendere il rdc …

G. R.
G. R.
7 mesi fa

Cari produttori non SVENDETE il vostro prodotto, lavoro e dignità. Non si è mai visto che voi vendete e chi compra determina il prezzo. Unitevi molite le olive e vendete magari all’estero il prodotto di eccellenza. Agenzie pronte a servirvi per l’Inter edizione della vendita ce ne sono e anche a Corato.

Ba Pep da corato
Ba Pep da corato
7 mesi fa

Dovete unirvi in cooperative attrezzate un vostro frantoio molite e imbottigliate voi vendete in punti vendite vostri vendete al nord Europa in Inghilterra ma non vendete nei super mercati ma in piccoli negozi alimentari chi più ne a più ne mette

Gm
Gm
7 mesi fa

Continuate a conferire…..ma a da sé vist me Ca' le olive si raccolgono ad ottobre…..graz Ca' po' ess 11 d resa…..ma sciatavin sciat

tonico
tonico
7 mesi fa

Caro Michele Arbore devi cambiare mentalità. Il Tuo prodotto non è l'oliva ma l' OLIO. Se trasformi in olio il Tuo quintale di olive.. guadagni il doppio!