Semplice e sobria: oggi la chiesa dei Cappuccini riapre dopo il restauro

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In tre anni di lavori, la chiesa è stata interessata da un restauro di tipo conservativo, commissionato dall’Arciconfraternita del Sacro Monte di Pietà e finanziato per il 50% dalla Cei attraverso i fondi dell’8 per mille
Dopo tre anni di lavori, oggi riapre la chiesa dei Cappuccini. Una data non casuale se si considera che la riapertura coincide con l’inizio della novena in onore di Santa Rita da Cascia, la Santa dei casi impossibili alla quale da anni il popolo coratino riserva la sua devozione.
Come reso noto nel maggio 2018, la chiesa è stata interessata da un restauro di tipo conservativo, commissionato dall’Arciconfraternita del Sacro Monte di Pietà (nelle persone di Riccardo Mazzilli e Lucia Scarnera) e finanziato per il 50% dalla Cei attraverso i fondi dell’8 per mille. Nello specifico, i lavori di consolidamento e risanamento (progettati dagli ingegneri Paolo Colaprico, Salvatore Carbone e Vito Carofiglio, dall’architetto Maria Chiara Panza e diretti dall’ingegnere Antonio Di Nunno, con indagini geologiche e geofisiche di Gianluigi Mazzilli e Pierluigi Arbore) hanno riguardato le coperture dell’edificio. Una volta rimossa l’impalcatura, è stato possibile ammirare nuovamente la facciata esterna della chiesa che è stata ridipinta.
Lo stile semplice, essenziale, in sintonia con la “regola” di povertà e sobrietà dell’ordine cappuccino, è tornato a risplendere, come quei “tesori” che la chiesa custodisce come uno scrigno: antiche tele, decorazioni e dipinti murali del 1782, argenti di scuola napoletana e preziosi paramenti sacri. Tutti accuratamente esaminati e descritti nel libro “In paupertate splendor – La chiesa e il convento dei Cappuccini a Corato tra memoria storica e prospettive future”, pubblicato lo scorso novembre. Tra le tele, due provengono dalla chiesa del Monte di Pietà crollata nel 1922, ovvero il San Nicola in Cattedra del pittore fiammingo Gaspar Hovic, databile verso la fine del Cinquecento, e la Pietà ai piedi della Croce di Oppido Materano, commissionata dall’Arciconfraternita del Sacro Monte e realizzata nel 1614.
«All’interno della chiesa, per il momento, non è invece stato effettuato alcun lavoro per mancanza di risorse» ha detto il rettore don Gianni Cafagna, grato nei confronti della curia, in particolare dell’economo, per ciò che è stato fatto e felice di poter celebrare la Novena e la festa di Santa Rita nella chiesetta.
Da oggi e fino al 21 maggio, l’appuntamento per i fedeli è fissato tutti i giorni alle 18 per la preghiera del Santo Rosario seguito dalla Novena e dalla Santa Messa (ore 18.30). Il 22 maggio, invece, in occasione della festa di Santa Rita, ci saranno tre celebrazioni alle 9, 17 e 18.30.
Al fine di contenere la diffusione del virus e alla luce delle indicazioni contenute nel protocollo stipulato con il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministero dell’interno del 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, don Gianni ricorda che «l’ingresso in chiesa sarà contingentato, tenendo presente che i posti a sedere distanziati sono 30. In più si partecipa alle liturgie con la mascherina e dopo l’igienizzazione delle mani. Affinché per intercessione della Santa di Cascia le sofferenze di questo periodo, dovute in particolare alla situazione pandemica, siano alleviate e si possa presto tornare alla normalità – conclude don Gianni – uniamoci in preghiera nella gioia della riapertura della chiesa dei Cappuccini».
Commenti
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Mi chiedo: sara aperta la chiesetta per tutti i devoti nel futuro????
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sembra la chiesetta del pueblo del film “per un pugno di dollari” … o “giù la testa” … non ricordo … o forse in tutti questi film di spaghettiwestern ne compare una simile … comunque un bel lavoro e un restauro semplice e pulito, pochi fronzoli, molta devozione.







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