Imprese in ginocchio, le partite Iva chiedono un incontro al sindaco: «Servono misure concrete»

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La risposta del sindaco è arrivata a stretto giro e l’incontro è stato programmato per lunedì 22 alle 17
L’associazione partite Iva Corato Connect, attraverso il proprio associato avvocato Pieraldo Capogna, ha chiesto con urgenza al sindaco, all’assessore al bilancio e all’assessore allo sviluppo economico, un incontro per discutere della grave crisi che stanno attraversando le imprese coratine a causa della pandemia Covid 19.
«Gli associati, con l’avanzare a tratti inarrestabile della pandemia, stanno attraversando una gravissima e senza precedenti crisi economica, finanziaria e sociale» dicono dall’associazione, che conta 72 associati, tutti rappresentanti di imprese e partite Iva di Corato e di una ingente fetta del tessuto industriale e patrimonio della città.
«Tale crisi, ha immediatamente, violentemente ed irrimediabilmente acuito le diseguaglianze, ha reso più fragili i soggetti deboli, ha aumentato in modo esponenziale il numero dei poveri. Le misure pubbliche sin ora adottate sono state totalmente insufficienti a consentire una vita “dignitosa” alle imprese associate ed alle loro famiglie».
Gli associati richiedono al sindaco «di poter congiuntamente individuare misure concrete da attuare nell’immediato da parte del Comune».
La risposta del sindaco è arrivata a stretto giro e l’incontro è stato programmato per lunedì 22 alle 17.
«Il Comune vuol essere al fianco delle tante Partite Iva, che stanno subendo, in modo drammatico i contraccolpi economici, finanziari e sociali di questa crisi sanitaria» afferma De Benedittis. «Siamo pronti ad istituire un’unità di crisi condivisa per studiare e concordare tutte le misure possibili, nei limiti consentiti dalla legge, che possano risultare utili a supportare tale inedita e difficile situazione. È in momenti come questi che bisogna sentirsi supportati e affiancati dalla comunità civile e dalle sue Istituzioni».
Commenti
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Non sapevo che i sindaci possono stampare euro. Lo Stato e le Regioni, noi, aiutiamo in funzione del fatturato non il sommerso ed è questo il vero problema
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Corato annovera più di 4000 p.ive. Considerare una fetta consistente 72 associati che movimentano forse insieme qualche milione di euro è non avere idea del tessuto economico della propria città.Solo di bar in città prima della pandemia ce ne erano molti più di 100
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Che se poi gli stipendiati statali volessero donare una parte del loro lauto stipendio per sostenere i più sfortunati non sarebbe così male eh…
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Scusi dove l'hai letto che gli statali percepiscono un lauto stipendio!?
Non siamo liberi professionisti!!
Con il mio stipendio da statale, mantengo una famiglia di 5 persone, pago un mutuo e le assicuro che arrivare a fine mese è sempre un salto mortale!
Quindi dica meno cavolate!! -
State comodi per i più sfortunati c’è il reddito di cittadinanza._Altro che stare comodi…… Trovo
Aberrante essere invidiosi di Cio’che fanno gli altri.Non sono uno Statale
Ma nel mio piccolo aiuto sempre come posso. -
L'imprenditoria va aiutata, non c'è dubbio. Ma quella sana, quella che non evade.Anche se non vedo cosa possa fare il comune. Ci sono molti imprenditori che dichiarano pochissimo, e che hanno agevolazioni a cui non hanno diritto (es.: tasse universitarie per i figli). Per lo stesso principio, alcuni di loro stanno avendo contributi commisurati alle loro dichiarazioni. Questi ultimi non possono e non devono lamentarsi.







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