Siti contaminati a Corato, due sono ancora da bonificare

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Lo studio ne riporta tre, ma l’ex stazione di servizio Ip di viale Vittorio Veneto ha ricevuto il certificato di avvenuta bonifica nel giugno dell’anno scorso
Quanti sono i siti contaminati a Corato e qual è la loro situazione attuale? Ce lo dice il primo report sulle bonifiche dei siti a carattere regionale, stilato dalla Rete nazionale di Snpa (Sistema nazionale protezione ambiente) e presentato il 4 marzo.
Nella classifica stilata dall’ente, la nostra città è nona tra tutti i Comuni della Puglia con tre siti contaminati, anche se in realtà il dato non è aggiornato. Uno dei tre siti, la stazione di servizio Ip ormai dismessa in viale Vittorio Veneto, all’ingresso di via Gravina, è stata già bonificata e ha ricevuto il certificato di avvenuta bonifica nel giugno dell’anno scorso.
Nel 2007 l’Api, tramite un’azienda incaricata, comunicava il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione nel terreno dove erano installate le pompe. Tre anni dopo le analisi dell’Arpa hanno rilevato anche l’inquinamento della falda acquifera. Il cantiere di bonifica, attivato nel 2012, si è chiuso nel 2019.
Discorso simile per la stazione di servizio di via Ruvo – sempre di proprietà dell’Api – per la quale sono ancora in corso le attività di bonifica per la contaminazione delle falde acquifere sotterranee.
L’ultimo sito è la nota ex discarica di contrada Maccarone che, dal 1975 al 1982, ha ospitato decine di migliaia di metri cubi di rifiuti solidi urbani indifferenziati. Una lunga telenovela che, più di un anno fa, ha fatto registrare una nuova puntata, ovvero l’approvazione del progetto esecutivo, come riportato anche dall’anagrafe dei siti da bonificare della Regione Puglia (aggiornato ad aprile 2020).
Secondo il cronoprogramma approvato dal Comune, i lavori sarebbero dovuti essere ultimati entro il 20 dicembre 2020.
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