Ritorno a scuola: in città aumentano gli studenti che scelgono la didattica in presenza

La Redazione
Bimbi a scuola

Con gli studenti delle superiori ancora a casa davanti ai computer, il rientro a scuola dopo le vacanze di Natale, avvenuto ieri, segna un aumento di bimbi e ragazzi per i quali le famiglie hanno scelto la presenza in classe

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Aule meno vuote rispetto al periodo prenatalizio. È il dato che arriva dalle scuole medie, primarie e dell’infanzia della città. Con gli studenti delle superiori ancora tutti a casa davanti ai computer per la didattica a distanza, il rientro a scuola dopo le vacanze di Natale (avvenuto ieri secondo quanto stabilito dall’ordinanza regionale), segna un aumento di bimbi e ragazzi per i quali le famiglie hanno scelto la presenza in classe.

L’aumento è numericamente minimo, ma il dato è comune a tutti gli istituti cittadini e, in ogni caso, lascia intravedere una tendenza orientata a un lento rientro in classe.

«Le presenze sono aumentate, seppur di poco, soprattutto nella scuola primaria» spiega Grazia Maldera, dirigente del comprensivo Imbriani-Piccarreta. «Il plesso Arbore ha confermato una discreta presenza degli alunni già registrata fino a dicembre, mentre il plesso Piccarreta, nel quale fino a due settimane fa non c’erano bambini, si sta rianimando e ora è frequentato da alcuni studenti. Sostanzialmente inviariata la presenza nella scuola media Imbriani. La presenza totale si attesta su un 10-15%: la massa delle famiglie resta timorosa, ma percepisco comunque un generale orientamento al rientro».

«Ieri mattina, al rientro, solo bambini felici che si sono svegliati alle 6 e mezza desiderosi di tornare a scuola» afferma soddisfatta Rosella Lotito, preside del circolo didattico Fornelli. «Alcune classi sono tornate quasi al completo e ho constatato un aumento delle presenze. La tendenza è quella di voler tornare a scuola, nonostante la differenza numerica con il periodo prefestivo non sia così importante». «Continuiamo a ricevere richieste di genitori che vogliono mandare i figli a scuola» aggiunge il vicepreside Antonio Citro. «Un fattore importante nella decisione sarà ovviamente l’andamento della curva epidemiologica». 

«Oggi ci aspettiamo un aumento degli studenti, in relazione al numero di istanze ricevute in questi giorni» afferma Pina Modeo, dirigente del comprensivo Battisti-Giovanni XXIII. «La porta è aperta a tutti: noi siamo qui senza remore, con tutti i docenti in servizio, per accogliere anche le famglie che non avessero esplicitato con una richiesta la volontà di far stare il proprio figlio a scuola. La mia impressione è che da un lato si voglia rientrare ma, all’atto pratico, forse prevale ancora un po’ di paura».

Anche il comprensivo Tattoli-De Gasperi ha fatto registrare un leggero incremento di studenti. «Poco più di quanti sono venuti in presenza prima delle feste, ma una valutazione più oggettiva potrà essere fatta a partire da lunedì» fa sapere la dirigente Maria Rosaria De Simone.

Qualche alunno in più anche tra i banchi del comprensivo Cifarelli-Santarella. «Il dato è sostanzialmente inviariato nella scuola dell’infanzia – spiega la dirigente Mariagrazia Campione – mentre registriamo qualche presenza in pù nella primaria e un aumento dal 5 al 9% nella media. È un anno scolastico mutevole nel quale dobbiamo essere pronti ad affrontare tante situazioni che cambiano repentinamente».

Il quadro potrebbe quindi variare a breve, in un periodo nel quale i genitori sono chiamati a prendere decisioni che contemperino il diritto alla salute con quello allo studio.

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Commenti

  • Una madre (utente non verificato)

    Ci chiedono. di scegliere la modalità per le lezioni dei nostri figli se in presenza o a distanza ma nn ci fanno sapere la situazione che c'è in citta.come ci possiamò orientare?.

  • Laura (utente non verificato)

    Se la situazione era tranquilla Emiliano avrebbe fatto riaprire …quindi la DAD rimane ancora l' unica soluzione !!

  • CATALDO (utente non verificato)

    Scuola in PRESENZA. Senza alcun dubbio. La didattica a distanza NON è mica scuola !!!

  • Costantino (utente non verificato)

    Sembra che il lavoro di genitore non lo vuole fare più nessuno.Tutti che vogliono lasciare i propri figli .A tutti piacerebbe la didattica in presenza ma sicuramente non ci sono i presupposti altrimenti avevano obbligato.Poco responsabili e scarsa conoscenza del problema. Genitori di seconda.