Studente positivo al Tandoi, la dirigente Adduci: «Caso isolato e nato all’esterno»

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«La scuola è stata già sanificata» spiega la dirigente. «In realtà è un’operazione che facciamo ogni settimana perché abbiamo acquistato una macchina sanificatrice certificata»
Anche il professionale Tandoi conta un alunno positivo al Covid. La notizia risale a ieri: la dirigente Angela Adduci ha sospeso le lezioni in presenza per i ragazzi della classe interessata e disposto la sanificazione dell’istituto.
«Vorrei tranquillizzare tutti – esordisce la Adduci – lo studente si è positivizzato all’esterno della scuola e rappresenta l’unico caso sui 1.200 ragazzi iscritti alle scuole che dirigo, il liceo classico e il professionale. Siamo stati guidati dall’ufficio igiene di Corato nel seguire tutte le procedure e ora attendiamo disposizioni dall’Asl per poter far tornare i ragazzi della 1H a scuola».
«La scuola è stata già sanificata. – spiega la dirigente – In realtà è un’operazione che facciamo ogni settimana perché abbiamo acquistato una macchina sanificatrice certificata agli ioni d’argento. Inoltre abbiamo sanificato a fondo le scuole ad inizio scolastico, a nostre spese, attraverso l’Asipu».
Il processo di sanificazione rientra nelle misure che la dirigenza ha adottato nei suoi istituti. «Abbiamo lavorato tutta l’estate per rendere la scuola sicura. Abbiamo fornito il giusto distanziamento tra i banchi utilizzando dei segnaposti. Possiamo contare su ingressi differenziati in tutte le scuole, comprese le aule del San Gerardo. Forniamo gel igienizzante e mascherine per studenti e docenti ai quali misuriamo anche la temperatura. A scuola, a parte chi è autorizzato, non entra nessuno».
Il nuovo dpcm parla di ingresso alle 9 in caso di necessità e incremento della didattica a distanza. Sul primo punto la Adduci spiega: «Non ne abbiamo bisogno. Scaglioniamo già gli ingressi a scuola. Il vero problema è rappresentato dal sistema trasporti. Spero che la Regione adegui il numero dei pullman perché sono insufficienti».
La didattica digitale integrale verrà subito adottata dalla classe in isolamento. «Abbiamo già 6 classi su 21 al liceo classico e 6 su 32 al professionale che fanno didattica mista, alternandosi in classe e a casa. Così abbiamo evitato di sovraffollare le aule più piccole. Quest’estate abbiamo ricablato tutto il professionale e potenziato la rete del classico proprio per poter lavorare meglio da remoto».
Infine Angela Adduci lancia un appello: «Prego le famiglie affinché collaborino con la scuola. Quest’anno la mia missione è quella di girare per le classi e cercare di sensibilizzare i ragazzi a essere cauti e attenti fuori dall’edificio scolastico perché il problema non è la scuola. Un appello che rivolgo a tutti: seguite le regole».
Commenti
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Mi sembra un'analisi precisa e soprattutto una diretta testimonianza di quanto le scuole, oggi, rappresentino un luogo sicuro.
Ma sappiamo bene che il sistema scuola è ancora più sicuro se tutti coloro che vi hanno accesso seguono scrupolosamente le tre regole per fronteggiare la belva: distanziamento, igiene e mascherina.
La pandemia si supera insieme. -
Giusto! E faccio un plauso ai presidi che si trovano davanti ad una responsabilità molto grande! Non bisogna sorprendersi che i ragazzi ora stanno pian piano diventando i nuovi “focolai” e “incubatori” del virus. Sono troppo abituati alla “pacchia” e alla bella vita. La domenica mattina basta farsi un giro tra i bar e pub di Corato! Altro che chiuderli, uccidendo l'economia locale … qui la soluzione è solo una: MULTE. E nel caso in cui le persone risultano nullatenenti, iniziamo a togliere loro i servizi. Chiudere le scuole infatti servirebbe solamente a dare un “premio” agli incoscienti!
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Leggo commenti risibili, da virologi mancati. In realtà nessuno ha finora dimostrato che gli studenti si infettano (o infettano) più degli altri. L'affollamento sui bus è l'ennesimo alibi per chiudere le scuole. E lo vogliono soprattutto i presidi per scaricarsi di ogni responsabilità di contagio.







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