I fedeli alla Curia: «Perché non riprendono le celebrazioni nella cappella del cimitero?»

La Redazione
Il cimitero

A parlare sono i fedeli della comunità della cappella del cimitero di Corato che hanno scritto una lettera aperta indirizzata alla Curia di Trani per chiedere la ripresa delle messe

1 8 commenti

«Manifestiamo il nostro rammarico per la non ripresa delle celebrazioni eucaristiche presso la cappella del cimitero di Corato e ci domandiamo il perché».

A parlare sono i fedeli della comunità della cappella del cimitero di Corato che hanno scritto una lettera aperta indirizzata alla Curia di Trani per chiedere la ripresa delle messe.

«Da ormai oltre 4 anni – scrivono – grazie all’impegno del sacerdote don Giuseppe Tarricone, con la collaborazione di volontari laici, la parrocchia era “rinata”, donando a noi fedeli praticanti il culto dell’adorazione dei defunti, l’illusione di condividere il momento della Santa messa con i nostri cari e di sentirci a loro vicini, anche attraverso la celebrazione delle funzioni all’interno dello stesso cimitero, con via crucis lungo i viali e benedizione delle cappelle.

Ora, rivedere quella Chiesa vuota, silenziosa e non più animata da tutti coloro che, come noi, prima o dopo la visita ai propri cari, entrava per assistere alla Santa Messa, o per trovare conforto nella Parola Del Signore, ci riempie di dispiacere e sconforto, nonché di delusione e sfiducia nelle Autorità…

Chiediamo, pertanto, alla Curia di Trani che, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza dettate dall’emergenza Covid, vengano riprese le celebrazioni eucaristiche e tutte le attività connesse, affinché non venga vanificato l’impegno sino ad ora profuso dal sacerdote e da tutta la comunità parrocchiale, nel dare senso e vita alla cappella cimiteriale. Auspichiamo – concludono – una pronta ripresa per il bene della comunità».

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Commenti

  • Nicola Leo (utente non verificato)

    Buongiorno,sinceramente sono rimasto un po' basito da tale articolo,conscio del fatto che la cappella del cimitero non è parrocchia. Certo l'operato di don Giuseppe è stato evidente e ha accolto molti laici delusi e lontani anni dalla fede. Tuttavia noi non possiamo far guerre all'interno della Chiesa,semplicemente perché siamo Chiesa anche noi in virtù del battesimo,come il Concilio Vaticano II ci ha ricordato. A tal riguardo rimando ai canoni di diritto canonico attraverso i quali la Chiesa,come popolo di Dio,disciplina la sua organizzazione. Recuperiamo serenità e diamo testimonianza per quanto possibile a chi cristiano non è,e soprattutto,richiamiamoci ad un ascolto reciproco laici e presbiteri:oggi piu che mai dovremmo essere in sintonia essendo Chiesa.

  • tedone michele (utente non verificato)

    Chiedere di far celebrare la santa messa nella cappella del cimitero….non credo che significa accendere guerre all'interno della Chiesa…..a noi fedeli non interessano …..”le guerre ” ma partecipare alla Santa Messa

  • carlo mazzilli (utente non verificato)

    poche persone ai funerali. poche persone in visita al cimitero. poche offerte. è facile.

  • Marco (utente non verificato)

    Se il prete riprendesse a dire le Messe al Cimitero nessuno potrebbe impedirglielo, men che meno il Vescovo. In questo caso sono i fedeli ad avere l'ultima “parola”.

  • Rosa (utente non verificato)

    Io penso che in un periodo di emergenza sanitaria in cui sono evitati gli assembramenti, in cui per
    partecipare alla celebrazione eucaristica bisogna recarsi in chiesa con largo anticipo o addirittura telefonare,
    sia più che giusto aprire tutte le chiese (parrocchie e non) e dare la possibilità a tutti di partecipare, di incontrare il Cristo vivo e vero che ancora oggi continua a donarci il suo immenso amore. A maggior ragione la chiesa del cimitero. 'Lì, in quel luogo di pace, c’è gente che ha ”l’illusione di condividere il momento della Santa messa con i propri cari, di sentirsi vicini a loro”, lì si sentono accolti e
    amati, toccano con mano la misericordia e sentono il profumo di Cristo. Perché deluderli! Con carità accettiamo il dolore di questa gente condividiamo il loro desiderio

  • Pierluigi Mazzilli (utente non verificato)

    Ucci ucci, sento odor di invidiosucci? Mi viene da pensare che quando una cappella “tira” più di una parrocchia va di traverso a qualcuno. Mha?!

  • Maria P. (utente non verificato)

    Per fortuna la scusa del divieto delle Messe per evitare assembramenti mi pare ampiamente superata visto che,assembramenti ormai se ne vedono dappertutto, dalle strade alle spiagge. Non si capisce perché i cattolici debbano restare i soli a fare queste penitenza ormai inutili.

  • Maria P. (utente non verificato)

    Tutti riaprono (bar, ristoranti, spiagge) e chiedono l'allentamento dei divieti grazie alla sparizione dei contagi ma la Chiesa inspiegabilmente è ferma ancora agli accordi-imposizioni di maggio e non ha chiesto nulla di nuovo.