Guanti buttati per strada, Legambiente: «Occorrono comportamenti responsabili»

La Redazione
Guanti usati gettati per terra

L’associazione chiede agli esercenti «di dare la preferenza a materiali compostabili e/o riciclabili e a farsi portavoce presso i propri clienti di comportamenti responsabili nei confronti della salute pubblica e dell’ambiente»

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Nei giorni scorsi ci eravamo occupati della inciviltà collegata al Coronavirus, in particolare dei numerosi guanti buttati per strada, soprattutto a ridosso degli esercizi commerciali. Oggi il circolo coratino di Legambiente torna sull’argomento, e chiede agli esercenti «di dare la preferenza, ove possibile, a materiali compostabili e/o riciclabili e a farsi portavoce presso i propri clienti di comportamenti responsabili nei confronti della salute pubblica e dell’ambiente».

«L’inizio della fase 2 – scrive l’associazione ambientalista – deve necessariamente coincidere con una maggiore consapevolezza riguardo le modalità di smaltimento di guanti e mascherine, che alcuni cittadini incautamente buttano per terra in prossimità dei vari punti vendita.

Ricordiamo che i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) sono attrezzature utilizzate allo scopo di tutelare la salute e la sicurezza di lavoratori e cittadini (guanti, occhiali, visiere, maschere facciali filtranti, scarpe, ecc.). Il loro utilizzo è raccomandato quando, nonostante l’applicazione delle misure di prevenzione e protezione collettive, i rischi cosiddetti “residui” non sono eliminati o ridotti a livelli accettabili e devono essere ulteriormente contenuti.

Affinché siano effettivamente minimizzati i casi di potenziale infezione, devono anche essere correttamente smaltiti. La circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22 febbraio 2020 specifica che: “dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto” anche quando non sono stati utilizzati per finalità sanitarie, ma esclusivamente di pulizia dei locali non sanitari potenzialmente contaminati. La nostra preoccupazione è che, con l’apertura degli esercizi che potranno vendere cibo d’asporto, assisteremo ad un incremento di rifiuti di materiale plastico, polistirolo e alluminio utilizzati per il monouso e ad un loro non corretto smaltimento con pesanti ripercurssioni sull’ambiente.

Chiediamo pertanto alle associazioni di categoria e agli esercenti di dare la preferenza, ove possibile, a materiali compostabili e/o riciclabili e a farsi portavoce presso i propri clienti di comportamenti responsabili nei confronti della salute pubblica e dell’ambiente. Se vorranno, potranno affiggere nei loro locali la locandina predisposta dal nostro Circolo disponibile sulla nostra pagina facebook per promuovere una campagna di sensibilizzazione per un corretto smaltimento dei monouso. Anche una situazione così difficile può tradursi in un’occasione importante per ripensare a nuovi modelli di produzione e di consumo sostenibile».

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Commenti

  • Antonella di caterina (utente non verificato)

    Occorrono più cestini per la città,si possono contare quelli che ci sono

  • Lucia Scarnera (utente non verificato)

    Condividendo quanto scrive
    oggi l'associazione Legambiente , aggiungo che a tutti gli esercenti attività commerciali e agli uffici pubblici si chieda di sistemare vicino all'ingresso un bidone per la raccolta di rifiuti vari comprese le cicche che insozzano le nostre strade. Una importante campagna di educazione civica dovrebbe essere fatta DAll 'ASIPU per indurre i cittadini a comportamenti virtuosi.