Roma in silenzio, la cartolina sonora di Roberto Colella

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Roberto è un tecnico del suono di presa diretta e ha registrato i suoni nei luoghi più importanti di Roma durante il lockdown
La Città Eterna tace, lasciando spazio a pochi suoni distinti. Il lockdown ha restituito una Roma insolitamente silenziosa che Roberto Colella ha catturato e condiviso con il linguaggio a lui più familiare. Roberto è un tecnico del suono di presa diretta. Registra sul campo, qualunque esso sia, la parte sonora che viene poi utilizzata per cinema, televisione, advertising, documentari e molto altro.n
L’idea di raccogliere il canto di una città deserta arriva qualche giorno fa, di venerdì pomeriggio. Dopo essere tornato forzatamente – causa epidemia – da un tour in Spagna con la sua band (i Big Mountain County), si ritrova a casa con poco lavoro da fare. Alcuni amici di una casa di produzione hanno intenzione di filmare Roma durante il lockdown e Roberto chiede di dare una mano.n
«Usciamo in bicicletta. Loro filmano, io registro tutto quello che posso. Vedere la città in cui vivo da undici anni in questa nuova veste è stato emozionante, un’esperienza di vita che sarà parte del mio percorso. Mi ha ricordato un paesino svedese che ho visitato per lavoro l’anno scorso». Torna a casa e cataloga i suoni. Due ore di materiale raccolti dal lungo Tevere a Trinità dei Monti, fino al Vaticano vengono mixati in poco più di due minuti.n
«Ero indeciso se pubblicare il mio lavoro o meno – spiega Roberto – poi ho pensato a chi non può girare per la città e godere di questa bellezza. In quel momento consideravo il privilegio che avevo nello stare in strada e condividerlo mi è sembrata la cosa giusta. L’ho pubblicato il giorno del compleanno di Roma che è anche la data dell’anniversario di morte di mia madre Efisia. La dedica più grande è per lei».
Prima di continuare a leggere, cliccate play, chiudete gli occhi e immergetevi in questa esperienza sonora.
[iframe width=”100%” height=”166″ scrolling=”no” frameborder=”no” allow=”autoplay” src=”https://w.soundcloud.com/player/?url=https%3A//api.soundcloud.com/tracks/803850874&color=%23ff5500&auto_play=false&hide_related=false&show_comments=true&show_user=true&show_reposts=false&show_teaser=true”]La traccia si apre con le voci di bambini che giocano. «Ero in via del Corso, strada sempre molto trafficata dove c’è un enorme rumore di voci e passi mentre venerdì scorso ero circondato dal silenzio. Si distinguevano le voci dei bambini, lontani da me, che pian piano si avvicinavano. Si sente addirittura l’eco. Ecco, le loro voci mi danno speranza per il futuro».
All’improvviso, lo scrosciare dell’acqua. «Una delle cose che mi ha colpito di più. Le fontane che avverti a distanza di metri. Non c’è nulla che ne assorbe il suono, è così nitido». Poi le parole di un uomo. «Era in fila dalla Caritas per qualcosa da mangiare. Tutto quello che c’è in questi due minuti racconta la città, in questo caso la voce degli ultimi che stanno vivendo la pandemia peggio di quanto già vivessero la normalità».
E ancora i passi incalzanti di un runner, le campane che si ergono e gli uccelli «che dominano, sono dappertutto ma i loro versi vengono coperti dai rumori della strada. È il suono della primavera che è arrivata in città». Alla fine la sorpresa di una mamma che mostra al figlio l’inconsueta e potente immagine della piazza vuota.n
«Roma, così, è di una bellezza unica. Molto malinconica ma capace di trasmettere emozioni forti. L’ho vissuta e registrata anche di notte ma non è mai stata così quieta, forse neanche nel cinquecento, animata da botteghe e osterie. Penso all’unicità di questi momenti, penso di aver vissuto e documentato qualcosa di storico».
Commenti
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cavolo … sarà stata una emozione da sindrome di stendhal … bhè, devo dire, mio caro concittadino, che un pò ti invidio. complimenti per aver colto questa opportunità così rara. e per avercene fatto partecipi, grazie.







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