Nuova Umanità al commissario Schettini: «Apra la villa comunale a chi ha disturbi neurologici»

La Redazione
La villa comunale di via Sant'Elia

Il movimento ha presentato al commissario Schettini un’apposita ​per aprire la villa comunale alle persone con gravi patologie e disturbi neurologici o diversamente abili

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Una istanza per aprire la villa comunale alle persone con gravi patologie e disturbi neurologici o diversamente abili. L’ha presentata al commissario prefettizio il movimento Nuova Umanità. Il parco, com’è noto, è chiuso fino al prossimo 3 maggio a causa delle misure imposte per il contenimento del Coronavirus.

«In questi ultimi giorni – scrivono dal movimento – alcuni comuni limitrofi hanno adottato provvedimenti di apertura e concessione di spazi pubblici e giardini a favore di soggetti affetti da gravi patologie neurologiche ovvero autismo, come il Comune di Terlizzi, Bisceglie, Bitonto e Bari. Pur sapendo del diniego espresso a fine marzo dal Commissario prefettizio in accordo con il COC, proprio in virtù di tali provvedimenti adottati dagli altri Comuni viciniori, l’Associazione politica culturale Nuova Umanità, ha inviato a mezzo pec al Comune di Corato, in persona del Commissario prefettizio, un’istanza per l’apertura della villa comunale tesa a favorire l’accesso di soggetti con patologie neurologiche e disabilità grave a poter fare delle passeggiate all’interno della villa comunale compatibilmente con quanto stabilito e disciplinato dai vari DPCM in ordine alle restrizioni in vigore per il contenimento della diffusione del contagio da Covid-19».

Il testo dell’istanza firmata da Vito Bovino e Benedetto Diaferia.

«In riferimento alla emergenza sanitaria che stiamo vivendo e delle restrizioni imposte onde prevenire la diffusione del contagio da parte del Covid-19, l’Associazione politica culturale “NUOVA UMANITA’”, nella persona del suo esponente politico dott. Vito Bovino e del presidente Avv. Benedetto Diaferia, facendosi carico delle istanze pervenute dalle famiglie e da alcune associazioni presenti sul territorio comunale che si occupano di sostegno e cure di persone con patologie neurologiche e fisiche gravi, in modo particolare soggetti affetti da autismo, ed in considerazione delle gravi conseguenze psicofisiche che i divieti stanno producendo nei confronti di queste persone dall’equilibrio già fragile, e che, seppure con le accortezze imposte dalla situazione di emergenza sanitaria, devono essere adeguatamente tutelati chiede al Commissario Prefettizio del Comune di Corato, di voler ordinare e disciplinare l’apertura della Villa Comunale, attraverso il controllo per l’accesso, al solo fine di consentire il passeggio pubblico per motivi di salute, così come gli spostamenti individuali, anche col supporto di un unico accompagnatore, in linea con i vari DPCM emanati, e a tal fine, munirsi di un’apposita autocertificazione correlata dalla certificazione attestante la sindrome dello spettro autistico oppure da ulteriore apposita certificazione medica che attesti la necessità di uscire.A tal proposito si evidenzia come altri comuni limitrofi, come Terlizzi e Bisceglie, hanno già adottato tale ordinanza per consentire alle persone affette da tali patologie di poter usufruire di spazi e giardini pubblici per passeggiare in totale sicurezza».

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Commenti

  • Michele de palo (utente non verificato)

    Grazie finalmemte riscontrimo l'interesse di persone sensibili nei confronti delle famiglie che vivono il problema della disabilita' purtroppo vi sono delle persone speciali che vivono piu' drammaticamente la pandemia in quanto chiusi in casa non possono ne uscire ne recarsi nella sede delle associazioni che frequentano pertanto e' giusto far fare loro 4 passi spero che la commissaria sia favorevole a tale richiesta e noi famiglie ringraziamo tale iniziativa da parte di Nuova Umanita'

  • carlo mazzilli (utente non verificato)

    se ben regolamentata e sopratutto ben monitorata, non ci vedo niente di male. sarebbe un grande sollievo per queste persone … ma dovrebbero essere previste pesanti sanzioni per chi non ne ha diritto.