Allarme “baby gang”, controlli e telecamere non bastano. La mappa

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Oltre ai casi noti (per lo più in centro) ce ne sono altri non denunciati. Intanto le forze dell’ordine indagano sugli episodi più recenti
È giusto parlare di allarme “baby gang” a Corato? Due settimane fa abbiamo raccontato tre storie riconducibili al fenomeno. Una dietro l’altra. Dall’universitario aggredito in piazza Sedile, alla 90enne picchiata nella sua abitazione in via San Vito, fino all’aggressione di un 70enne su via Roma. Fatti di cronaca legati da un dato comune: la giovane età degli aggressori. Eppure i casi sono più di quelli conosciuti, spesso per la reticenza delle vittime a sporgere denuncia.
La mappa. Analizzando soltanto quelli resi noti dalla stampa cittadina, il fenomeno non è circoscrivibile ad una zona specifica, ma si raccolgono nella cinta all’interno dell’extramurale. Piazza Sedile, via Roma ma anche largo Abbazia dove, nell’agosto scorso, ad avere la peggio sono stati alcuni soci della Pro loco mentre allestivano la mostra “Il Pendio”. Non solo provocazioni, minacce e violenza. Qualche giorno fa è stato appiccato un incendio all’interno di una casa abbandonata in vico Mastrosanto.
Uscendo dal centro storico, nell’ottobre scorso, altri due episodi su via Castel del Monte: un anziano preso a sassate da una banda di ragazzini e auto vandalizzate dal lancio di pietre. Via Friuli è stata teatro di un atto di coraggio. Un 12enne ha sventato uno scippo ad opera di un altro minorenne terribile. Come detto abbiamo preso in considerazione soltanto i casi noti ma diverse segnalazioni arrivano anche da altre zone della città e dalle periferie.
Intanto il dibattito è acceso. Se ne parla sui social, ne parlano i candidati sindaci e i movimenti politici e oggi la questione finirà sul tavolo della Prefettura. Le forze dell’ordine se ne stanno già occupando ma a quanto pare serve qualcosa in più. A supporto dell’attività investigativa ci sono le 36 videocamere installate nel 2014, tutte funzionanti, che verranno implementate con la fibra ottica e altre telecamere, come ribadito dal comandante Milillo in occasione della festa di San Sebastiano. Permetteranno di coprire altri “angoli scoperti” della città e di rendere ancora più efficace la collaborazione tra Polizia Locale e le altre forze dell’ordine.
Il problema c’è, è serio e delicato perché riguarda minori e perché affonda le sue radici in un vuoto sociale che le istituzioni cercano di colmare con prevenzione, sensibilizzazione e strutture dedicate (ne hanno parlato sia Milillo che la Schettini nelle interviste che trovate in home). Un problema che sbatte anche contro il silenzio, le mancate denunce e una paura che si fa grande anche con i più piccoli.
Commenti
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I fenomeni sociali non si è manifestano mai all'improvviso: vi sono avvisaglie, ben percettibili, che ne preannunciano l'avverarsi. Sta ai responsabili delle istituzioni valutarle, ponderarle, analizzarle. Questo, evidentemente, non avviene, ed i motivi sono sostanzialmente due: l'atmosfera generale di cecità rassegnata, sviluppatasi nel tempo fino a diventare una componente ineludibile nella società, che ha influenzato la stragrande maggioranza delle persone, le meno sensibili, spingendole a sottovalutare o perfino a non notare tali avvertimenti; una dolosità comportamentale, da parte dei responsabili. Questo, lo scarterei. Intervenire ora, con iniziative o considerazioni dettate dal momento, lo trovo quasi inutile. Un futuro buon sindaco (trovarlo!) dovrà cercare i rimedi appropriati.
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Non esistono società senza micro o grande delinguenza altrimenti la Polizia sarebbe inutile . . La sicurezza é il tema facile scelto per la campagna elettorale ? Parlare e non prendere la decisione per coodinare le numerose ma divise forze dell'ordine e di educare i cittadini é una priorità . La Commissaria Signora Schettini parla di educatori, di strada ,non fasulli o raccomandati, é un'eccellente idea che produce buoni risultati
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Io penso che, oltre ad attività di recupero di questi personaggi o la segnalazione alle autorità competenti affinchè si attivino, la causa a monte (almeno per il centro storico) è lo spopolamento del suddetto sia in termini di abitanti che di attività commerciali. Io nel centro storico ci sono nata e posso dire che nel passato quella zona era tutto un pullulare di persone, negozi, mercato settimanale. Da un po' di anni provo una certa riluttanza ad attraversarlo anche in pieno giorno, sembra il set cinematografico di un paesino abbandonato del Far West, dove stazionano sempre dei loschi figuri, anche giovanissimi, Proprio ieri ho attraversato con un certo timore Piazza Sedile e poi Via Roma, tranne un gruppetto di ragazzi (?) non c'era un cane, neppure a pagarlo.
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Carlo, analisi se ne fanno tante, e sono tutte più o meno valide. Quella che tu dici, che attribuisce cioè all'impunità l'espansione della delinquenza, ne richiama altre, la cui più importante è, secondo me, la sbornia di libertà, sfociata facilmente in anarchia, che ha colpito l'insieme di tribù che formano il popolo italico, dopo il crollo del Fascismo. Il detto: “meglio un colpevole libero che un innocente in galera”, è figlio di tale ubriacatura. Cordialità.
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Che ne dite facciamo intervenire i corpi speciali, per queste quattro pulce??
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A mio parere si è perso il controllo di questa città… Vivo ormai da 20 anni al nord.. E sinceramente quella sensazione di insicurezza è di paura la provo ancora quando ritorno all madre terra! È un posto meraviglioso a cui sono ancora molto legato, ma oggi che sono padre di 2 figli, sono contento di aver scelto di vivere lontano dalla mia amata terra. Perché non accetterei che i miei figli vivano la stessa delinquenza che ho vissuto io negli anni 80/90.. Anche se ho imparato a crescere in strada.
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Scassun, te parli mi, che sun nà a Milan in de “quarantasett”, quand se ciarlav ancura el meneghin: l'è l'aria del nord che te cambia, cum l'ha dit quel pirla de Montesquieu… Ti te si scelt di andare sovra? Me par minga: l'è il lavur che t'ha ciamà, e sun cuntent che te trovi ben. Dimentica no mai el tu paes, cum mi, che sun legà al mi de nasita. Bei salut.
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Basta organizzarsi con delle ronde notturne e diurne, e si prendono subito, se si vogliono prendere







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