Due assessori per risolvere la crisi. Ma l’accordo è lontano

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Ieri sera, nella riunione di coalizione convocata dal sindaco proprio per cercare una soluzione alla profonda crisi che attanaglia Palazzo di città, ci sono state aperture, ma le posizioni sono di fatto rimaste ancora distanti
L’incontro si è protratto fino a tarda sera. Ma non ha partorito l’accordo sperato. Così, a 24 ore dal ritorno in consiglio comunale, tutto resta in bilico.
Si naviga ancora a vista nell’agitatissimo mare dell’amministrazione D’Introno. Ieri sera, nella riunione di coalizione convocata dal sindaco proprio per cercare una soluzione alla profonda crisi che attanaglia Palazzo di città, ci sono state aperture, ma le posizioni sono di fatto rimaste ancora distanti.
Per provare a smuovere le acque, Pasquale D’Introno avrebbe proposto a Direzione Italia (il partito di Perrone che rappresenta la maggioranza relativa) e al resto della maggioranza due assessorati, la carica di vice sindaco – che verrebbe appunto assunta da uno dei due nuovi assessori – più la carica del presidente del consiglio comunale.
Non è chiaro se i nuovi assessori andrebbero a sostituire due di quelli già nominati (le indiscrezioni puntano su Antonella Di Bartolomeo e Lucia Zitoli, entrambe scelte direttamente dal sindaco, mentre resterebbero al loro posto Benedetto Roselli, Giuseppe Cannillo di Fratelli d’Italia, Luigi Di Ciommo di Idea) oppure se andrebbero ad aggiungersi all’attuale giunta nella quale sono presenti solo cinque componenti a fronte dei sette previsti.
La proposta di D’Introno, però, non sarebbe stata accettata da Direzione Italia, la cui unica richiesta continua a essere quella di azzerare l’esecutivo e il rispetto dei patti post elettorali che prevedono la rappresentanza in giunta di tutti i cinque partiti della coalizione.
Una possibilità, secondo quanto filtra dagli ambienti vicini al sindaco, che però D’Introno non intende assolutamente prendere in considerazione.
Così, con la situazione ancora in bilico, domani si tornerà in consiglio comunale. Senza novità nelle prossime ore, lo scenario in aula potrebbe essere lo stesso già visto nelle precedenti sedute, con il presidente del consiglio non eletto e l’assise impantanata tra disaccordi politici e interpretazioni delle normative.
Su tutto questo, intanto, incombe la scadenza di sabato 10 agosto, data entro la quale il sindaco dovrà decidere se confermare o meno le dimissioni. Ritirarle senza che vi siano cambiamenti significativi, appare davvero senza senso. I prossimi giorni saranno decisivi.
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