Confusione sul regolamento edilizio, i geometri: «Si approvi il nuovo o si applichi il regionale»

La Redazione
Un cantiere edile

«Questa mancanza di chiarezza crea dubbi con la pubblica amministrazione e i tecnici funzionari» spiega Gaetano D’Imperio, referente dei geometri e geometri laureati di Corato

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«Vogliamo un regolamento edilizio comunale chiaro e definito. O, perlomeno, chiediamo che venga applicato quello regionale».

I geometri coratini fanno sentire la loro voce. In una comunicazione indirizzata al commissario prefettizio, Rosanna Riflesso, il collegio dei geometri e geometri laureati della provincia di Bari chiede «l’applicazione del regolamento edilizio regionale vigente, così come previsto dalla normativa in mancanza del regolamento edilizio comunale».

La richiesta è giustificata dal fatto che il regolamento edilizio comunale è scaduto il 31 dicembre 2017. Nell’attesa che vengano adottate e approvate le nuove norme, gli uffici comunali non si sono ancora uniformati allo schema di regolamento previsto dalla Regione.

A spiegare la situazione è Gaetano D’Imperio, referente dei geometri e geometri laureati di Corato.

«È dal 2015 che partecipo a incontri e commissioni urbanistiche affinché venga fuori un regolamento edilizio comunale condiviso tra tutte le categorie» afferma. «Da allora, dopo almeno cinque bozze, non abbiamo ancora un regolamento. Negli ultimi incontri il commissario ha espresso la volontà di farlo approvare prima di Pasqua, ma anche nell’ultima bozza redatta riscontriamo incongruenze riguardo le definizioni uniformi.

Visto che Corato non ha approvato e adottato un suo regolamento edilizio entro il 31 dicembre 2017 – ribadisce D’Imperio – deve essere applicato il regolamento edilizio regionale, prevalendo sulle disposizioni e regolamenti comunali in contrasto o incompatibili con esso. Questa mancanza di chiarezza crea tanta confusione e tanti dubbi con la pubblica amministrazione e i tecnici funzionari, anche alla luce delle diverse interpretazioni. Lo strumento di cui abbiamo bisogno è necessario per la nostra categoria ma soprattutto per lo sviluppo industriale della città, presente e futuro».

Quella relativa al regolamento non è l’unica questione per la quale Gaetano D’Imperio si sta battendo.

«Ad oggi non abbiamo un dirigente del settore edilizia privata, non c’è un responsabile dell’ufficio Suap, siamo privi della commissione paesaggio. Risultato? Tante pratiche che attendono di essere esaminate e i tempi che si allungano. Lavorare in questa situazione, in un periodo di crisi come questo – conclude – è diventato davvero difficile».

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