Crisi in Venezuela, Loizzo: «Si esponga la bandiera all’esterno del Comune»

La Redazione
La bandiera del Venezuela esposta nei mesi scorsi dal Palazzo di città

La richiesta in una lettera indirizzata al commissario straordinario, Rossana Riflesso, e protocollata in Comune dall’ex consigliere comunale dell’Associazione Progresso Etico​, Paolo Loizzo

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L’ex consigliere comunale dell’Associazione Progresso Etico, Paolo Loizzo, ha protocollato in Comune una lettera indirizzata al commissario straordinario, Rossana Riflesso. L’obiettivo è quello di chiedere l’esposizione della bandiera venezuelana all’esterno del Palazzo di città, come gesto di solidarietà nei confronti del Paese sudamericano avvolto ancora una volta da forti tensioni politiche e sociali.

«In questi ultimi giorni l’acuirsi delle tensioni interne al Venezuela con lo spettro della repressione e di una dolorosa guerra civile, si contano già decine di persone morte e circa 300 feriti, mi ha riportato alle riflessioni esposte nelle due relative mozioni da me presentate nella terminata consiliatura» scrive Loizzo.

«Durante il Consiglio Comunale del 19 luglio 2016 si approvava nella sostanza la mozione per esprimere solidarietà ed impegno umanitario a favore del popolo venezuelano ed in particolare ai nostri concittadini emigrati.

Il 10/11/2017, all’unanimità, veniva condivisa ed approvata in Consiglio la mia mozione determinante, come poi è stato per mesi, l’esposizione della bandiera del Venezuela all’esterno del Palazzo di Città affinchè anche la nostra comunità potesse esprimere solidarietà a favore del popolo venezuelano, in particolare ai nostri concittadini emigrati, e potesse unirsi a quel coro di voci che, in qualsiasi sede nazionale ed internazionale, ancor’oggi chiede una soluzione, rapida e pacifica, per il ripristino della libertà e della democrazia.

A Corato, carissima dottoressa, è presente, sin dal 1968, il primo centro italo venezuelano in Italia, nato volontà di quattro immigrati coratini in Venezuela: Vincenzo Agatino, Michele Musto, Cataldo Sisto e Diego Tarricone. Secondo alcune ricerche, dal 1948 all’inizio degli anni Settanta, oltre 14.000 coratini si sono trasferiti in Venezuela per lavoro. L’economia coratina ha tratto enorme giovamento da questo continuo flusso migratorio italo venezuelano.

Il Centro Italo-Venezuelano di Corato rappresenta un punto di incontro per tutti i coratini che hanno vissuto e che vivono ancora in Venezuela, ed è un luogo dove poter divulgare la cultura, gli usi e i costumi di quel Paese nella funzione di consolidare i rapporti fra la nostra Italia e il Venezuelae rafforzare la coesione umana tra i due popoli.

La cronaca attuale ci racconta che Juan Guaidò, presidente del Parlamento venezuelano, ha assunto i poteri di presidente ad interim nel tentativo di recuperare l’ordine istituzionale, ponendo così in discussione la legittimità di Nicolas Maduro.

Guaidò, che, eroicamente, agisce nel’intento di voler ripristinare i principi di libertà e democrazia per il suo popolo, esaperato dalla vera e propria fame, martirizzato dall’assenza di medicinali e dall’accesso alle cure primarie, ha ricevuto il sostegno di Usa, Francia e Gran Bretagna.

Maduro, invece, con ancora l’esercito dalla sua parte trova l’appoggio di Russia, Turchia e Bolivia, Stati che di certo non hanno particolare familiarità con la democrazia.

Nel ricordo di tutti i nostri cari cittadini “coratini” presenti a Caracas, in Venezuela più in generale, che hanno lasciato il paese natale alla ricerca di un futuro migliore e che si sono distinti per la loro laboriosità e nobiltà d’animo, nell’intento di voler persistere a sensibilizzare la cittadinanza di Corato circa le implicazioni umanitarie della crisi economico-sociale in Venezuela, La si invita, proprio nella drammaticità di queste ore, a voler testimoniare la sua, e quella della città di Corato che oggi lei rappresenta, vicinanza e solidarietà alle comunità italo-venezuelane con una nuova fase di esposizione temporanea, dal Palazzo di Città, della bandiera venezuelana in continuità con quanto espresso nelle mozioni citate».

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Commenti

  • salvatore di gennaro (utente non verificato)

    La nostra parossistica esterofilia che si esterna, oltre che in dipendenza culturale, anche in “commiserazioni e partecipazioni”, sentite solo da una assai irrisoria minoranza, ma con la pretesa che vengano abbracciate da tutti (e qui entra in gioco la nostra atavica indifferenza, percepita non come disinteresse completo o perfino ostilità, ma addirittura come appoggio alle varie iniziative), ci ha fatto sempre più eludere i nostri problemi. Se esporre una bandiera servisse “davvero” a qualcosa, io sarei il primo ad issarne una.

  • Politica estera (utente non verificato)

    Un cittadino puo' avere il suo punto di vista condivisibile o non e fare dell'umanitario, ma non é il ruolo di un'associazione o di un comune di occuparsi di politica estera Nazionale
    .

  • Amedeo Strippoli (utente non verificato)

    un gesto di attenzione e soliderietà verso i nostri concittadini residenti in Venuezuela e ai tanti venuezeluani amanti della democrazia, sarebbe, non dico obbligatorio, ma quantomeno auspicabile e apprezzato dalla comunità itolo-venezuelana

  • salvatore di gennaro (utente non verificato)

    …da seguire attentamente ciò che sta succedendo, in quest'altro terreno di scontro tra Russia e Cina da una parte e Stati Uniti dall'altra. L'Italia per il momento sta a guardare, ed è l'unica scelta possibile, data la nostra ininfluenza politica. Sembra comunque che si cerchi, da parte delle tre grandi potenze mondiali, un appiglio valido per scatenare un duro confronto, un misurare finalmente le nuove armi, e dal quale dovrebbe scaturire l'ideologia dominante.

  • Amedeo Strippoli (utente non verificato)

    L'unica ideologia che capiscono le tre grandi potenze mondiali(USA, Russia e Cina) si chiama petrolio. Dello scontro politico istituzionale che sta avvenedo in Venezuela a quei tre, scusate il francesismo, non gliene frega niente.