In corteo gli studenti del “Tannoia”: «La nostra scuola fa il massimo per noi, il Governo no»

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Manifestazioni simili si sono svolte in moltissime città d’Italia e in alcuni casi si sono anche verificati degli scontri con le forze dell’ordine
Scendono in strada gli studenti del “Tannoia”: è «il modo che abbiamo scelto per far sentire la nostra voce» dichiarano i rappresentanti di istituto. Questa mattina hanno deciso di rinunciare alle lezioni in aula per realizzare una manifestazione pubblica che punta ad un obiettivo chiaro: «vogliamo difendere la nostra scuola: per il Governo italiano non è una priorità, per noi sì».
Manifestazioni simili si sono svolte in moltissime città d’Italia e in alcuni casi si sono anche verificati degli scontri con le forze dell’ordine.
«Una cosa deve essere chiara a tutti – spiegano gli studenti – non stiamo protestando contro l’istituto “Tannoia” che per noi studenti fa il massimo. Stiamo cercando di portare all’attenzione di tutti i cittadini quello che invece impedisce alla scuola italiana di lavorare al meglio: mancano i fondi. Senza di quelli si hanno le mani legate, le idee migliori non bastano se poi non c’è il modo concreto di poterle realizzare. Speriamo che la nostra voce, anche attraverso l’aiuto dei media, arrivi alle istituzioni di competenza: ci riferiamo in particolare alla Città Metropolitana a cui spetta il compito di provvedere alle esigenze delle scuole superiori, da un punto di vista strutturale e non solo».
«Il corteo – concludono gli studenti – per circa due ore ha percorso diverse strade della città, del corso e dell’estramurale, per raggiungere “i colleghi” del “Tandoi” e dell’ “Oriani” che invece hanno deciso di affrontare ugualmente l’argomento ma rimanendo in aula».
Commenti
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Bisogna capire bene che significa “la nostra scuola fa il massimo, ma il governo e la provincia non fanno niente”. Chi sciopera veramente? E per che cosa?
C'è un clima difficile, elezioni alle porte e mestatori silenziosi. Bisogna che anche i docenti, che pure hanno molto contestato Renzi e la sua legge 107, adesso vengano allo scoperto. Anche qualche dirigente scolastico dovrebbe farlo. Vediamo che succede. -
La politica fuori dalle scuole.
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Stamane li ho visti dal balcone, in piazza Battisti: è stata una manifestazione civile e pacifica. A Milano invece gli studenti hanno bruciato le bandiere della Lega e del M5S: pessima e pericolosa deriva antidemocratica, dato che la maggioranza del popolo ha decretato che questi due partiti governassero. I giovani protestano, vogliono cambiare le cose, ma non riescono ad unirsi creando un partito tutto loro, che rispecchi le loro aspettative.
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la scuola dell'obbligo (leggere, scrivere, contare fino a 100, sapere che il tevere è in italia il nilo in egitto, ecc.) dovrebbe terminare alla III media come in passato. agli istituti superiori devono andarci i capaci, i motivati, i determinati ad arrivare. troppa zavorra. ragazzi che ci vanno più x mamma e papà che x educarsi, formarsi e spiccare il volo x l'università. chi nn è capace di studiare o nn ne ha voglia dovrebbe, in tuta da lavoro, frequentare la formazione professionale. del resto il mondo del lavoro sicuramente cerca più operai specializzati che ragionieri. scusate la durezza ma la penso così.
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a questi ragazzi,coratini e non,non frega niente di niente di niente di Salvini,Di maio e del governo attuale,e dei tagli alla scuola pubblica italiana…la certezza ASSOLUTA è che non volevano andare a scuola per un giorno…come quando si fa “sballo” (filone/fruscio/”sega”..) e/o come quando muore la nonna (circa 50 volte per anno scolastico). ma sono ragazzi, e va bene così,almeno per ora…







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