Verso le amministrative 2019, parte dai cittadini il bisogno di «rimettere in moto la città»

La Redazione
Elezioni comunali

I nomi dei 28 primi firmatari che «ritengono di dover prendere l’iniziativa per aprire una prospettiva completamente nuova, da offrire alle elettrici e agli elettori»

1 9 commenti

Sono almeno 28 i cittadini che ritengono che sia necessario «rimettere in moto la città sul piano amministrativo e su quello politico e delle idee». Un numero non casuale: corrisponde al numero dei firmatari dell’appello che di seguito pubblichiamo integralmente.

«Cominciamo col ritrovarci il prossimo 19 ottobre alle 20, in via San Benedetto 24, per costruire insieme una prospettiva forte e coraggiosa che rilanci il sistema città» scrivono.

La nota. «Siamo cittadine e cittadini di Corato che ritengono, in questa precisa fase della vita politica e sociale della Città, di dover prendere l’iniziativa per aprire una prospettiva completamente nuova, da offrire alle elettrici e agli elettori, in vista delle prossime amministrative 2019.

Riteniamo che sia ormai tempo di uscire dalle tante solitudini, per recuperare una dimensione collettiva che metta al centro diritti e dignità delle persone, partendo, in primo luogo, dai giovani, il cui futuro coincide con la nostra speranza. Riteniamo che si sia di fatto esaurita una lunga stagione politica cha ha visto, per molti e molti anni, il Centrodestra al governo e le opposizioni impegnate in un eterno scontro. Consegniamo alla memoria e alla storia quell’intera stagione con le sue dialettiche, i suoi pregi, i suoi limiti. Noi siamo altro! Ci facciamo interpreti del bisogno diffuso nella cittadinanza di “rimettere in moto la città” sul piano amministrativo e su quello politico e delle idee.

In particolare, riteniamo di dover costruire, insieme alle più giovani generazioni, il diritto di vivere in una città più equa e più attenta ai bisogni delle persone, a partire dalle più fragili. Una città in movimento che dia a tutti e tutte più ampie prospettive economiche, culturali e sociali, così che, in particolare le nuove generazioni possano scegliere, con maggiore libertà, se partire, se tornare, se rimanere, avendo, in ogni caso, l’Istituzione comunale come riferimento costante a cui poter chiedere supporto, aiuto, indicazione, affiancamento, sia che si viva a Corato, sia che si studi o si lavori fuori.

Intendiamo, insomma, parlare al cuore di tutta la Comunità cittadina per riaccenderne la passione civile, la fiducia in se stessa e la speranza nel proprio futuro. Vogliamo che finalmente ognuno possa sentirsi parte di questa città di Corato su un piano di libertà e uguaglianza e dare, in tal modo, il meglio di sé.

Pertanto, facciamo appello a tutte le concittadine e a tutti i concittadini che vogliono cambiare e migliorare Corato, che hanno desiderio di impegnarsi, esigenza di far sentire le loro idee ma anche di condividere i loro problemi e bisogni, a darci una mano. Cominciamo col ritrovarci il prossimo 19 ottobre, in via San Benedetto 24 per costruire insieme una prospettiva forte e coraggiosa che rilanci il sistema città. Mettiamo, sin da subito, a disposizione i social ma questi non ci bastano. Abbiamo bisogno, come da sempre facciamo, di incontrare i volti delle persone, di incrociare gli sguardi, di stringere le mani e di ascoltare tutti e tutte. Il nostro riferimento civile è la Costituzione.

I nostri valori sono il dialogo, la nonviolenza, la pace, la libertà, la giustizia, l’uguaglianza, l’accoglienza, la bellezza, la mitezza, il primato dello spirito e della dignità, rispetto all’avidità del potere e del danaro. Chiunque condivide questi valori è il benvenuto, in quanto, su di essi intendiamo fondare il nostro impegno. Come si suol dire, ci mettiamo la faccia, i nostri nomi e cognomi, mettiamo in gioco la nostra storia personale, che da sempre ci vede, dentro un impegno continuo e con tutti i nostri limiti, dalla parte del bene comune, dei cittadini e delle cittadine, ma soprattutto di coloro che non hanno voce e non hanno diritti, a cui, invece, intendiamo dare, proprio, voce e diritti».

I primi firmatari: Corrado De Benedittis, Beniamino Marcone, Antonella Varesano, Flavia Ferrante, Antonella De Benedittis, Martina Tatoli, Ivan Adduci, Miriam Scarpa, Anna Di Bari, Aldo Scarpa, Davide Scarpa, Natale Tarricone, Domenico Bucci, Francesco Di Tommaso, Roberto Ferrante, Eliseo Tambone, Valerio Olivieri, Riccardo Scaringella, Andrea Mastrototaro, Angela Lotito, Vito De Leo, Antonio Marcone, Michele Mintrone, Vito Di Chio, Nunzia Varesano, Luca Lastella, Daniela Manzitti, Mariella Savino.

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Commenti

  • salvatore di gennaro (utente non verificato)

    Tutti sono “partiti” dalla Costituzione, ed ecco dove siamo arrivati… Credo che il “realismo” sia il vero punto di partenza: perché il sud è così politicamente rinunciatario; perché i giovani sono del tutto assenti in un impegno che interessa loro direttamente? Io sono un combattivo, ma comprendo quando è il momento di fermarsi un attimo a riflettere. Qui si parla di un tentativo locale: ho sempre detto che la periferia poco conta, se il centro (Roma) non funziona. E' lì che dovrebbe puntare il sud, con una compagine adeguata, per tentare (e mai verbo è ormai più appropriato, e più tempo passa, più diventa consono) di fare qualcosa. Ma sembra che, in questo pantano del tutto sedimentato, chiunque voglia provare a fare qualcosa di nuovo (vedi M5S e Lega), venga visto come un allucinato…

  • nicola (utente non verificato)

    altra compagine modello “quattro amici al bar!”…. tutti che vogliono cambiare, tutti che sono per il nuovo, dimenticando che hanno fatto parte del vecchio… come si può essere “nuovi” se si era parte (fino all'altro giorno!) del vecchio… i cittadini vogliono meno compagini, meno partiti, meno gente che si propone come “nuova”…. basta! poi non si dica che la gente non vada a votare!

  • nerdrum (utente non verificato)

    una sparata a raffica di luoghi comuni… appunto per il comune. nessun accenno alla competenza di chi vuol fare cosa.

  • Carmine Patruno (utente non verificato)

    Ecco pronto un altro partitucolo, pronto ad allearsi con il potente che prometterà un assessorato o qualche strapuntino di potere.

  • Uarius (utente non verificato)

    Tutte chiacchiere

  • Cbucci (utente non verificato)

    Quante belle parole ma sono solo parole : i fatto sono difficili, cari signori, molto difficili! Pensare che governare sia facile, con tutti i lacci e lacciuoli che avvolgono la cosa pubblica, è pura utopia ! A partire da una forte competenza che nelle parole che ho letto ne vedo ne intravedo! Non solo! Ci vuole poi una intera squadra forte, coesa, e anch’essa capace ed esperta! I meandri e le trappole sono troppe e la paura di sbagliare blocca tutti, specialmente gli onesti! La politica ormai è un lavoro e non si può improvvisare!

  • Uarius (utente non verificato)

    Invece penso cara o caro Cbucci,che la politica è un lavoro per chi non vuole andare a lavorare.

  • CATALDO (utente non verificato)

    Giustizia? Dialogo? Uguaglianza? Dove sono? E il fatto dell' accoglienza ha rotto abbastanza le scatole..

  • Adriana (utente non verificato)

    Forza ragazzi….il vostro puro impegno civico, la vostra perseveranza , la volontà reale di voler rimettere in moto la città in modo più pulito e trasparente dà voce alla gente onesta che ogni giorno fatica per dare dignità alla propria esistenza ….dobbiamo poterci credere…