A sostegno dei più deboli: riprendono le attività del Centro Aperto Diamoci Una Mano

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L’impegno nei confronti delle fasce più deboli e disagiate che ha sempre più bisogno di sostegno e volontariato
Dopo la pausa estiva, dal 17 settembre scorso l’associazione di volontariato Centro Aperto Diamoci Una Mano (Cadum) ha riaperto le sue porte della solidarietà, in via Gambara 1, rinnovando il suo impegno nei confronti delle fasce più deboli e disagiate presenti nel territorio cittadino.
Lo fa con un nuovo direttivo che, sin dal primo giorno di riapertura, ha ripreso l’ormai indispensabile servizio mensa distribuendo, ogni giorno, pasti caldi da asporto a ben trenta famiglie.
«Gradualmente, in questi giorni – annuncia la neo presidente Vesna Muslić – stiamo riattivando anche tutti gli altri servizi garantiti dalla nostra associazione: dalla distribuzione di derrate alimentari, al servizio guardaroba, con una accurata selezione di indumenti usati ma in ottimo stato, ai corsi gratuiti di Italiano per stranieri. Teniamo molto anche alla continuità del servizio di ascolto, sostengo psicologico e consulenza legale gestiti da volontari competenti e specializzati».
Nata sulla scia del “Comitato pro non autosufficienti”, costituito nel 1973 da Don Luca Masciavé, sin dalla sua fondazione nel 1983, sempre per iniziativa di don Luca, l’Associazione di volontariato Centro Aperto Diamoci Una Mano ha basato ogni sua attività sulla volontà del suo fondatore, divenuta fondamentale caposaldo tramandatosi fra le generazioni di volontari susseguitesi: “dare voce a chi voce non ha”.
Negli anni, oltre al servizio nei confronti dei nuovi bisogni espressi dalla società locale, Cadum ha continuato a svolgere attività di autoformazione e, in costante rapporto con la Caritas cittadina e i Servizi Sociali, promuove anche attività sociale di sensibilizzazione della cittadinanza e delle pubbliche istituzioni.
«Presto, attiveremo anche un corso di cucito e uno di cucina, per creare una maggiore sinergia e coinvolgimento con la comunità cittadina e far conoscere le attività, ma soprattutto, le finalità sociali della nostra associazione. – fa sapere la presidente – Ma per svolgere al meglio la nostra missione è necessario il supporto e il contributo di tutti coloro vogliano darci il loro sostegno». Da qui, un appello a quanti vogliano avvicinarsi alla realtà del Cadum e al mondo del volontariato e della solidarietà, comparto sociale indispensabile nel nostro paese, rivolgendosi presso la sede dell’associazione.
«Non possiamo fare a meno di volontari che possano cimentarsi in diverse mansioni, dalla preparazione dei pasti, alla distribuzione, dal reperimento e distribuzione di indumenti, alle donazioni che rendono possibili i nostri intenti. Al momento, abbiamo bisogno di prodotti alimentari a lunga scadenza. Confidiamo anche – conclude la presidente – nella collaborazione non solo con realtà associative ed istituzioni, ma anche sul supporto di aziende locali, alcune delle quali ci hanno sostenuto, con le loro donazioni, già negli anni precedenti. Il tutto, per essere quanto più vicini possibile a chi affronta quotidianamente situazioni di estrema difficoltà».
Commenti
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Lo Stato, in pura teoria, dovrebbe comportarsi come la Natura: freddo, spietato in modo tale da permettere che emergano solo i migliori. Ma in realtà non è così, perché tutto questo cinismo viene mitigato dall'etica sociale. Ci sono poi comportamenti diversi fra i vari popoli, riguardo l'aspetto umanitario: noi siamo condizionati dall' influenza religiosa e dal pluralismo dei vari ceppi costitutivi del nostro popolo, che ha creato in noi, nel corso dei secoli, un elevato senso di tolleranza reciproca, indispensabile per la sopravvivenza. Siamo quindi tra quelli più propensi ad “aiutare”. E se da un lato è un fatto assai positivo, dall'altro si mette in evidenza l' impossibilità nel definire la nostra essenza di Stato “forte”, orgoglioso della propria esistenza e della sua continuazione.







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