Magia in piazza Di Vagno, musica e danza spazzano via le recinzioni.

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In tanti hanno preso parte alla cerimonia del taglio del nastro tricolore, si sono soffermati a leggere i cartelli che raccontano le scelte fatte durante i lavori di riqualificazione ed a “sfogliare” l’album dei ricordi
Finalmente via le recinzioni: piazza Di Vagno ieri è stata restituita ai cittadini nella sua interezza. Tra applausi e critiche, come sempre accade in questi casi.n
In tanti hanno preso parte alla cerimonia del taglio del nastro tricolore, si sono soffermati a leggere i cartelli che raccontano le scelte fatte durante i lavori di riqualificazione ed a “sfogliare” l’album dei ricordi.n
Grazie alla concessione del collezionista Rino Scarnera, è stato possibile allestire una piccola mostra fotografica in grado di testimoniare la vera natura di quella che oggi è piazza Di Vagno: il frutto della demolizione degli edifici storici – palazzo Ducale, chiesa del Sacro Monte di pietà e palazzo Candido – motivata dai danni che l’acqua della falda creò nel 1922 alle fondamenta dopo l’arrivo del collegamento all’Acquedotto pugliese.n
«Una serata ricca di emozione» come ha ammesso il sindaco Massimo Mazzilli, coronata dalla spettacolare esibizione della compagnia ResExtensa diretta da Elisa Barucchieri. Con “Lezioni di Volo (Vola Ariel)” i danzatori-acrobati hanno incantato il pubblico, mentre la luna si tingeva di rosso. Il titolo, inserito nella programmazione di Gustojazz, è stata una proposta dell’assessore alla cultura Claudia Lerro e condivisa dal direttore artistico Alberto La Monica.
Spenti i riflettori, quel che resta è un grande auspicio: «che tutti i cittadini si sentano responsabili di questa piazza, se ne prendano cura e si impegnino a rispettarla» ha detto il sindaco Mazzilli.
Il video dell’inaugurazione
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Commenti
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CON L'INCIVILTA' CHE REGNA DA QUELLE PARTI DURERA ' POCHISSIMO.TRA QUALCHE GIORNO VEDRETE BOTTIGLIE DI BIRRA RIFIUTI IN GENERE ,BISOGNI DI CANI ……..
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Mi sono trovato ad ascoltare le parole del primo cittadino:”..se poi la piazza verrà sporcata, non dite che la colpa è di chi non fa i controlli..”. Cosa c'è dietro questa frase? Un mettersi le mani avanti, consci di aver fatto un lavoro un po' troppo avanzato per il livello di civiltà locale? La consapevolezza che sarà difficile gestire il tipo di affluenza? Formulare un non roseo futuro per tutto quel bianco, pavimento compreso (prossimo ad essere costellato di pois neri, retaggi di gomme da masticare), così invitante ad essere vandalizzato, per quella fontana a prossimo uso “pediluvio”, è facile. Certo che, se Massimo pensa che l'educazione sia una scienza infusa, non bisognosa di essere inculcata, forse la sua visione implicitamente non rosea ha motivo di esistere.







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