Nuova vita alla “Via Crucis” della chiesa Matrice

© CoratoLive.it
Un preciso progetto di alternanza scuola-lavoro realizzato dagli studenti del liceo “Federico II Stupor Mundi”
«Si sono presi cura del territorio e del loro futuro partendo dal legame con la storia di Corato». Questo hanno fatto gli studenti del liceo artistico di Corato, secondo il dirigente Savino Gallo, con un preciso progetto di alternanza scuola-lavoro.
«Hanno restaurato la via Crucis realizzata negli anni ‘30 da un artista locale, Onofrio Soldano, e mercoledì 6 le restituiranno alla chiesa Matrice in cui da sempre sono state esposte» ha spiegato Gallo ai microfoni di CoratoLive.it.
Un motivo per cui la città li ringrazia. «Sono qui – ha detto ieri mattina l’assessore alla cultura Claudia Lerro, nell’auditoriom del liceo – in rappresentanza del sindaco Mazzilli. Come donna che si occupa di teatro da una vita, sono convinta che “bellezza” sia la parola d’ordine per il futuro. Auguriamoci che anche i vertici della nostra Nazione se ne rendano conto prendendosene cura meglio di come ha fatto fino ad ora».
La via Crucis ha portato i ragazzi a conoscere la figura di Soldano. «Un uomo radicato nel suo tempo ma al tempo stesso capace di porsi all’esterno di esso»: così lo ha definito suo nipote, Giuseppe Berardi.
«Per tutti in famiglia era Alberto, il nome Onofrio era riportato solo sui documenti. Era nato nel 1914, operava in epoca fascista. La sua era una sensibilità antica, molto legata ai criteri dell’arte figurativa. Aveva trovato in se stesso, e nella sua percezione delle cose, un linguaggio figurativo connaturato all’essere umano. Non era un artista di mestiere: insegnava nella scuola media e poi progettava i mobili dell’ebanisteria di famiglia».
L’idea di affidare la sua Via Crucis agli studenti, in senso morale oltre che materiale, è stata del docente Giuseppe Di Zanni: «ho voluto profondamente che questo progetto si attivasse. Ho chiesto alla restauratrice Loredana Acquaviva di venire qui perché abbiamo il laboratorio e tutto ciò che occorre per portare a termine un lavoro come quello in questione.
L’idea nasce dalla mia conoscenza diretta con Soldano, all’epoca in cui frequentavo la scuola media. Mi ricordo che mi parlava del cedro del Libano che stava lavorando. Ingenuamente gli dissi “è un peccato che quella pianta non potrà più portare frutto”. E lui mi rispose “se noi saremo bravi questo legno ottenuto da quella pianta potrà portare molto frutto”. Questa sua frase mi rimase impressa: con il tempo ho capito che Soldano rappresenta un bel pezzo di storia per la nostra città. Era davvero bello vederlo lavorare, se ci fosse stato ora avrei portato da lui i miei studenti».
Anche «l’ufficio beni culturali ha riconosciuto la sua come opera di rilievo» ha confermato la restauratrice, Loredana Acquaviva. Grata anche la curia che, finalmente, vedrà la via Crucis nel suo antico splendore.
«Prima dei lavori le opere erano piene di tarli: le cornici sono state smontate e trattate, il colore dei pannelli finalmente hanno di nuovo il loro colore originale, recuperato e consolidato». A spiegarlo sono state due studentesse che hanno preso parte al progetto.
A loro – oltre che al personale scolastico, alla restauratrice ed a quanti hanno reso possibile questa esperienza – sono andati i complimenti di Daniela De Bellis, funzionario restauratore conservatore della Soprintendenza. «Se questo lavoro vi è piaciuto – ha detto rivolgendosi agli studenti – andate avanti. L’Italia ha bisogno di persone come voi che si prendano cura dei tesori d’arte sparsi in tutto il territorio nazionale».
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