Nasce “Piazza Dem”: «Per chi si riconosce nella Costituzione»

La Redazione
La Costituzione italiana

Una realtà «libera e ispirata ai valori fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana e ai principi di democrazia, libertà, pace, uguaglianza, solidarietà, lavoro» spiega il coordinatore cittadino Alfredo Bernocco

1 3 commenti

Anche a Corato nasce l’associazione politico-culturale “Piazza Dem”, per volontà di alcuni cittadini. Una realtà «libera e ispirata ai valori fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana e ai principi di democrazia, libertà, pace, uguaglianza, solidarietà, lavoro» spiega il coordinatore cittadino Alfredo Bernocco.

Intende «promuovere attività culturali, politiche, solidali e sociali che mirino al coinvolgimento e alla partecipazione attiva dei cittadini alla vita culturale, politica e amministrativa del territorio».

L’associazione vuole impegnarsi a promuovere e sostenere nuove idee imprenditoriali per opportunità occupazionali, favorendo ed aiutando imprese e privati all’avvio di pratiche dirette per l’utilizzo di fondi europei. Per queste ragioni all’inaugurazione della sede – in via De Gasperi 65 – interverrà un rappresentante di Agenzia di progetti europei.

«L’associazione è aperta a tutti coloro che si riconoscono nei valori e nei principi della Costituzione repubblicana e democratica» conclude Bernocco.

L’inaugurazione è in programma per l’11 giugno alle 18.30. Parteciperanno Mariella Saladino, presidente nazionale, Donato Cilifrese, segretario regionale e Lucia Blasi, segretaria provinciale.

avatar

Commenti

  • salvatore di gennaro (utente non verificato)

    La Costituzione, che rimane per quasi tutti un “oggetto misterioso”, ha da sempre suscitato pareri contrari: c'è chi la difende a spada tratta, c'è chi la critica. Io sono tra questi ultimi, avendo notato, studiandola, alcuni lati negativi: il “bicameralismo perfetto”, che ostacola la legiferazione; l'aver decretato il numero dei parlamentari; la non precisa collocazione della figura del Presidente della Repubblica in occasione della formazione del Governo (il problema si è manifestato ultimamente); il non “vincolo di mandato” (padre di tutti i guai); l'obbligo, per i posteri, ad essere “repubblicani” a vita (anche se in massa desiderassero il ritorno del re); la sua lunghezza e rigidità; l'implicita “libertà di assenza”, la “tutela” eccessiva; gli “statuti speciali”. Auguri, ad Alfredo.

  • Giuseppe (utente non verificato)

    Perché, quando C'era la possibilità di cambiarla in parte, la maggioranza ha votato contro. Ponetevi questo dilemma.

  • salvatore di gennaro (utente non verificato)

    Caspita, credevo di ricevere un sacco di critiche (la Costituzione è in “odore di santità” da quando è nata), e invece vedo che c'è qualcuno che riesce a notare i danni che in settant'anni essa ci ha arrecato: la nascita della “partitocrazia” e della “sindacatocrazia”, l'anarchia sociale, la mancanza del “senso dello Stato”. Quando è stata scritta, si credeva che il popolo italiano, reduce dall'esperienza del Fascismo, fosse miracolosamente diventato colto, maturo, intelligente, altruista, onesto, preparato: infatti essa sarebbe andata benissimo per una nazione con tali caratteristiche. Cosa fare ora? Se la riscrivessi io, creerei un'unica Camera, formata da tre membri per ogni Regione (no agli statuti speciali, ai vitalizi, agli stipendi alti, alla rielezione). La “casta”, è la rovina.