Villa comunale più sicura, adesso c’è il defibrillatore

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Corato da record: è la città più cardioprotetta della provincia di Bari. Ieri è stato consegnato il 32esimo defibrillatore grazie all’impegno dell’associazione coratina “Due Mani Per La Vita”
Corato «è la città con il maggior numero di defibrillatori in tutta la provincia di Bari». A dirlo, ieri sera, è stato Ciro Genchi, consigliere dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Bari.
L’occasione in cui rendere noto questo record è stata la consegna dell’apparecchio salvavita alla villa comunale di via Sant’Elia: un altro degli obiettivi raggiunti grazie all’impegno dell’associazione coratina “Due Mani Per La Vita”, al sostegno economico dell’azienda Connect ed alla collaborazione dell’amministrazione comunale.
«Siamo al numero 32 – ha detto l’ex assessore Nesta, da sempre al fianco dell’associazione – Il primo, nel 2014, fu sistemato nel palazzetto dello sport. Il prossimo sarà posizionato su corso Garibaldi, grazie al progetto “Battiti per la città” e all’impegno dell’associazione di cui fa parte Domenico Varesano, Gifes». Proprio nei giorni scorsi è stata pubblicata e diffusa la mappa in cui sono localizzati gli apparecchi presenti a Corato.
L’associazione no profit “Due Mani Per La Vita” è un Centro di formazione per corsi Blsid accreditato dalla Regione Puglia e dalla Centrale Operativa 118, sito di formazione America Heart Association. Ad occuparsi del coordinamento delle attività è il medico Giuseppe Diaferia, cardiologo dirigente della Unita operativa della riabilitazione cardiologica Asl/Bat: «il tempo e la capacità di intervenire sono importantissimi: saper usare il defibrillatore può salvare la vita.
In questi anni sono state formate 600 persone, di cui 300 laici (non personale dell’ambito delle professioni sanitarie). Anche i vigili urbani hanno colto la possibilità di imparare. Il corso è serio, abbiamo anche “bocciato” chi non ha dimostrato di aver acquisito le competenze. Un grande grazie lo esprimiamo anche per i medici di famiglia: si sono messi in gioco per essere pronti e in grado di fare il necessario in caso di emergenza».
Sentiti anche i ringraziamenti per «le autorità, le associazioni sportive, gli istituti privati Imevi e Vigilanza giurata e polizia municipale». Perché «tutti ci hanno aiutati e ancora ci aiutano a sistemare e custodire i defibrillatori» hanno precisato dall’associazione. In ultimo, non per importanza, un pensiero per Casa Alberta: «ci ospita offrendoci la sede per le nostre attività».
«Abbiamo compreso che in questa città ormai è stato intrapreso da tempo un percorso che punta alla salvaguardia della vita di tutti: è il dono più grande che state facendo alla città» ha concluso con orgoglio il sindaco Massimo Mazzilli.
«Questi nostri concittadini – ha aggiunto – hanno dimostrato che la passione è l’ingrediente primario per raggiungere gli obiettivi. Così cresce la comunità, solo quando ognuno dà il suo contributo».
Commenti
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Gradirei sapere se è possibile e a quali condizioni ci si può formare all’uso dei defibrillatori, perché è bello vederne tanti posizionati in città, ma chi lo sa poi usare davvero. Grazie a tutti voi che rendete più sicura la nostra città.
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Mi sentirei piú sicuro sapendo di contare su un 118 che funzioni a dovere, dotato di personale seriamente formato, fornito di automezzi e apparecchiature mediche di bordo di ultima generazione, isomma, un primo soccorso tempestivo e altamente specializzato.
Non è con una “scatoletta rossa” che si rende piú sicura una villa, apprecchiatura utilissima se usata da personale preparato, ma che potrebbe creare dei seri danni se usata male.
Opinione strettamente personale.







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