«Io, tu, noi»: quando il futuro della società parte dalla formazione

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In programma, a seguire, il laboratorio “L’arte dell’educazione”, a cura di Tiziana Monterisi, Francesco Di Corato ed Eugenio Scardaccione
«Io, tu, noi. La relazione educativa come risorsa per il nostro domani civile e sociale». Si intitola così il convegno organizzato per domani dalla sezione locale della Fidapa Bpw Italy. L’appuntamento è alle 19 nella biblioteca comunale “Matteo Renato Imbriani”.
L’incontro, in linea con gli obiettivi associativi propensi alla promozione dello sviluppo dell’essere persona per la coesione e l’inclusione sociale, è organizzato in collaborazione con il Comune di Corato, assessorato alle politiche sociali e pari opportunità.
Il convegno intende indagare il mondo della relazione educativa, intesa non semplicemente come un aspetto dell’educazione, ma come esperienza umana che accade tra persone soggette ai condizionamenti biologici, sociali e culturali dell’ambiente di cui fanno parte. La relazione con l’educatore, genitore e/o insegnante segue un percorso dinamico e si traduce in possibilità perennemente aperte ad una molteplicità infinita di altre relazioni.
L’iniziativa si svilupperà come una tavola rotonda, aperta a genitori, insegnanti ed educatori. Punterà a far comprendere che “educare i figli è un’impresa creativa, un’arte più che una scienza”, argomentazione in linea con il tema nazionale della Fidapa Bpw per il biennio 2017-2019, sotto il titolo di “La creatività femminile e la cultura dell’innovazione, motori di diverso sviluppo socio-economico. Obiettivi e progetti”.
Dopo i saluti di Maria Francesca Casamassima (presidente locale della Fidapa), del Massimo Mazzilli e di Antonella Rosito (assessore alle politiche sociali e pari opportunità), seguiranno gli interventi di Francesco Di Corato (autore del testo “L’idiozia dell’arte educativa”), Eugenio Scardaccione (dirigente scolastico e saggista), Tiziana Monterisi (docente) e Raffaella Leone (docente, nonché socia Fidapa).
A seguire il laboratorio “L’arte dell’educazione”, a cura di Tiziana Monterisi, Francesco Di Corato ed Eugenio Scardaccione. I partecipanti saranno invitati ad esporre le proprie riflessioni sul valore dell’insegnamento/apprendimento anche attraverso l’utilizzo di una varietà di immagini tratte dal mondo dell’arte ed estratti dai testi dei due autori.
Commenti
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Insegnare, una volta, era un'arte, facilitata dalla divisione dei ruoli: docenti da una parte, famiglia, dall'altra. I primi avevano il pieno appoggio della seconda, che si affidava all' istituzione. La scuola aveva il compito di educare, insegnare, selezionare: infatti non a tutti, per vari motivi, era concesso frequentarla fino alla fine, né la società, pratica e calcolatrice, sentiva (e sente) il bisogno di tanti diplomati o laureati: più che altro servivano persone educate, edotte al punto giusto, capaci di vivere in modo congruo, in un contesto sociale. Ora è tutto cambiato, e si dipende dall'unica e pessima “maestra di vita”: la televisione, usata maldestramente solo per soggiogare e condizionare il popolo. Possedere molte reti, è diventato il vero “simbolo di potere”.







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