Dolcezze e altruismo, arriva “La Befana Solidale”

La Redazione
La Befana

Sabato 6 gennaio in chiesa Matrice, dalle 19.30, circa 200 bambini con le loro famiglie riceveranno la “calza”

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«La Befana Solidale». Si chiama così l’appuntamento patrocinato dalla Confraternita del Purgatorio e organizzato in collaborazione con la zona pastorale San Cataldo e la Caritas cittadina grazie al fondamentale sostegno delle Caritas parrocchiali.

Sabato 6 gennaio in chiesa Matrice, dalle 19.30, circa 200 bambini con le loro famiglie riceveranno la “calza”: «un’occasione di comunione e condivisione molto bella che mostra quanto sia importante fare le cose insieme» scrivono dalla confraternita.

Come accadeva nel passato quella del Purgatorio resta una confraternita attenta alle necessità del territorio, promuove l’impegno verso le fasce di povertà presenti in città.

«Dobbiamo ritrovare il gusto e la passione di lavorare di più insieme per il bene comune, in sinergia, mettendo da parte i propri interessi e personalismi, quello spirito di contrapposizione e quella rivalità che contraddistinguono la società» sostiene don Giuseppe Lobascio, vicario zonale.

«L’Epifania è un giorno che apre alla speranza, ci dice che qualcosa di nuovo e di diverso può ancora accadere, che anche dall’umile Nazareth della nostra vita qualcosa di straordinario può ancora venire. E allora che sia per tutti noi un impegno. Facciamoci riconoscere come dono per il nostro tempo. Questo è l’augurio dell’Epifania che prego intensamente si realizzi per tutti noi» conclude il sacerdote.

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Commenti

  • salvatore di gennaro (utente non verificato)

    Le iniziative benefiche hanno sempre caratterizzato il nostro comportamento, a tal punto che il popolo italiano è visto più come un munifico elemosiniere che come una dignitosa entità socio politica. E si arriva alla situazione tragi-grottesca della presenza ormai stabile dei questuanti extracomunitari fuori dai supermercati, cosa che, assieme alla distruzione sistematica del nostro idioma, ci rende, purtroppo, unici al mondo. C'è un modo diverso per “aiutare” il prossimo: non “chiudersi”, in funzione delle proprie possibilità economiche, in casa e fare la spesa un po' dappertutto. Far girare il denaro, insomma. Infatti la nostra propensione al risparmio è molto elevata. E' l'atavica paura di un futuro sempre incerto, o il credere che spendere per cose superflue, sia proprio un peccato.

  • riflettiamo (utente non verificato)

    Nessuno pensa che agire in questo modo é UMILIANTE per i bisognosi ?
    Dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
    Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe ( chiese) e nelle strade per essere lodati dagli uomini.