Corato dalla parte delle donne. Il nuovo sportello antiviolenza è realtà

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Ieri pomeriggio prima il flash mob “Adesso basta. Io rispetto”, poi in via Meda l’inaugurazione della nuova sede dello sportello antiviolenza
Purtroppo i dati lo confermano: sono ancora molte, troppe, le donne che vengono umiliate, sottoposte a violenze fisiche e psichiche, nel peggiore dei casi uccise dagli stessi uomini con cui hanno avuto un rapporto affettivo o familiare. Se nel 2016 le vittime di femminicidio sono state 120, nel 2017 la media è di una vittima ogni tre giorni. Partire dai numeri, di una chiarezza devastante, è l’unico modo per smuovere le coscienze e far sì che la situazione migliori.
Poi occorre la volontà di cambiare le cose, come quella dimostrata dalle tante donne e ragazze che ieri pomeriggio hanno partecipato al flash mob in piazza Cesare Battisti, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza istituita il 25 novembre dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il flash mob e la nuova sede dello sportello antiviolenza
Organizzato dall’associazione Pan, con la collaborazione della scuola di ballo Ballet Accademy, il flash mob dal titolo “Adesso basta. Io rispetto”, ha coinvolto ragazze e donne di ogni età che hanno preso parte ad una coreografia sulle note della canzone “Break the chain”. Dopo L’esibizione, tutti i partecipanti si sono riuniti in un corteo che ha avuto come tappa finale via Meda, indirizzo della nuova sede dello sportello antiviolenza cittadino.
Forte presenza istituzionale con la partecipazione del sindaco Mazzilli e degli assessori Zezza, Nesta e Rosito. Le stesse parole del primo cittadino hanno tradito una certa emozione data dall’aver raggiunto una tappa importante nel percorso della lotta contro la violenza sulle donne. «L’inaugurazione di questa nuova sede per il centro antiviolenza può sembrare un piccolo passo ma non è assolutamente così» ha detto Mazzilli. «Segna una tappa fondamentale verso la conquista di una ritrovata giustizia e una migliore qualità della vita delle vittime di violenza. Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno creduto e reso possibile la realizzazione di questo servizio alla cittadinanza».
Il centro antiviolenza nella nuova collocazione di via Meda (nei pressi del passaggio a livello di via Ruvo) rappresenta un luogo riservato e discreto, facilmente accessibile anche dai paesi limitrofi, dove sarà possibile prendersi cura dei vari bisogni delle donne vittime di violenza.
«Dal supporto psicologico, all’orientamento verso un nuovo progetto di vita post denuncia, sino alla consulenza legale: l’assistenza offerta è a 360°» ha precisato Patrizia Lomuscio, presidente del centro antiviolenza “Riscoprirsi”. «Tutti i servizi sono gratuiti e garantiscono l’anonimato».
Commenti
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…il Paese dell'assistenzialismo e delle manifestazioni: sono atteggiamenti puramente passivi, anche se, le ultime, ostentate con fierezza. Se la classe che ci comanda è sempre la stessa, con uguale mentalità statica, non servono né mille né un milione di queste iniziative, per cambiare le cose. E quelle stesse persone che effettuano tali contestazioni, poi votano sempre gli stessi partiti o nuove aggregazioni che nascono già vecchie, sperando che avvenga il miracolo. Ho sempre proposto la creazione di una entità politica del tutto nuova, che partisse da qui: non ho ricevuto la benché minima considerazione. Come posso ora guardare con interesse costruttivo e realistico a questo tipo di manifestazioni che hanno mostrato, in altre occasioni, la loro scarsissima incisività?
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Sempre a pensare alla politica,agli schieramenti partitici e al voto!!!….Le donne che subiscono violenza di ogni sorta , hanno la volontà e un senso della realtà pervaso da un dolore così grande da lanciare nell'oblio tutto il resto.Ne ho viste tante, ho raccolto ahimè, troppe testimonianze.La sua stessa dichiarazione faziosa , priva di tatto e sensibilità , é una violenza !!Politica ,politica ,politica!Neanche una parola su un argomento , che con ampia evidenza , non tocca minimamente le corde del suo cuore.
Empatia, benignità, un animo incline all' ascolto, sono ciò che fa la differenza in determinati e segnati contesti esistenziali.Tutto il resto sono parole al vento. Meglio tacere!”Voglio misericordia e non giudizio”!!Esclamò Gesù nelle S.S. in risposta all'ipocrisia farisaica. -
La politica è alla base di tutto, perchè è da lì che partono le decisioni che condizionano tutti i più piccoli anfratti della società. La politica è il cuore di un Paese: io sono un femminista, ma non amo le lotte perdenti in partenza. Vi sono state contro la droga, la mafia, la ludopatia, il bullismo, l'abuso dell'alcol, l'inquinamento: sono servite a qualcosa? Io sono molto partecipe, certamente al problema in oggetto; ma ho indicato la via per tentare di cambiare il cosiddetto “sistema” che causa, fra i tanti mali, anche la violenza contro le donne: qualcuno ha preso a cuore i miei appelli? Infine, cosa centra Gesù, “generato” dalla fede, con la realtà della vita, che di sacro ha ben poco essendo protesa, per inclinazione naturale, verso l'opposto previsto dalla religione?







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