A Corato 4mila diabetici. Un malato: «Creiamo un’associazione per migliorare le nostre vite»

Diabete

Il signor Felice Ardito convive il diabete di tipo 1 da 57 anni. La sua lunga odissea -passata attraverso due trapianti di rene, uno di pancreas e tre bypass coronarici- l’ha portato voler creare un’associazione dedicata ai malati

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Circa 4mila coratini soffrono di diabete, più o meno l’8% della cittadinanza. Un numero rilevante, soprattutto se rapportato al dato nazionale (secondo i dati Istat 2016) di 3 milioni 200mila diabetici, il 5,3% della popolazione. Una percentuale che aumenta nelle fasce d’età più alte.

La storia
Il signor Felice Ardito convive il diabete di tipo 1 da 57 anni. «Ho avuto le prime avvisaglie quando avevo 12 anni. Bevevo e urinavo moltissimo e ho avuto un calo di peso. Purtroppo agli inizi degli anni ’60 non si aveva una conoscenza diffusa di questa malattia e l’ho curata male, fino a quando ho deciso di andare fino in fondo».

A Padova, negli anni ’70, il signor Ardito riceve la giusta terapia. Il diabete l’ha comunque costretto a diversi interventi, tre dei quali molto importanti. «Ho rischiato la cecità, evitata grazie ad un intervento di fotocoagulazione. Poi hanno smesso di funzionare i reni e nel 1988 sono stato tra i primi a effettuare un trapianto di rene e pancreas, a Milano. Nel 2007 sono rientrato in dialisi. Il rene innestato non ha retto e me ne è stato ritrapiantato un altro nel 2010. Intanto, nel 2009, sono andato sotto i ferri per tre bypass coronarici. Anche la cardiopatia è stata causata dal diabete».

La proposta
La lunga odissea del signor Ardito l’ha portato a voler sviluppare un’associazione dedicata ai malati di diabete. Ci ha provato per diversi anni, senza fortuna. «Si tende a sottostimare la pericolosità del diabete. Molti ignorano di avere questa patologia o non se ne preoccupano. Purtroppo la diffidenza verso l’associazionismo e la coscienza distorta di questa patologia non ha permesso al mio progetto di decollare».

Un problema tutto meridionale. Tranne qualche caso isolato, di associazioni dedicate non ce ne sono molte a differenza di quanto accade al Nord dove i risultati raggiunti sono tangibili. Anche sul web. Il gruppo Facebook “Portale diabete”, di grandissima utilità, è lombardo-veneto.

«Convivere con la malattia non è facile, ma neanche impossibile. Bisogna essere ben addestrati e l’associazione permetterebbe di creare momenti di informazione e condivisione con la presenza di medici, e infermieri. Personale esperto che mi ha già dato la propria disponibilità. Un esempio: la tecnologia fa passi da gigante e i vecchi glucometri (con puntura e striscetta) sono stati sostituiti con sensori che misurano la glicemia, meno invasivi e più facili da usare. Il sensore, a differenza del glucometro, non è esente da ticket sebbene lo scarto di prezzo sia minimo ma sarebbe più comodo da utilizzare. Un’associazione permetterebbe di far sentire la nostra voce alle istituzioni».

Il 14 novembre è la giornata mondiale del diabete. Il signor Ardito spera di poter trovare l’appoggio di altri diabetici per creare qualcosa di concreto. «Associazione significa anche aggiornarsi, conoscere nuovi metodi di cura come il pancreas artificiale o l’utilizzo di cellule staminali, confrontare le proprie esperienze e migliorare la condizione di tutti i diabetici».

Per potersi mettere in contatto con il signor Ardito è possibile chiamare il numero 338.4274795.

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Commenti

  • Francesco Capozza (utente non verificato)

    Egregio Signor Ardito, ritengo la Sua iniziativa molto importante.
    Offro sin d'ora a titolo assolutamente gratuito la mia disponibilita per qualsiasi consiglio e per compiere quanto necessario per la formale costituzione dell'associazione.
    Notaio Francesco Capozza

  • Pomarico luigi (utente non verificato)

    Presso la farmacia San Cataldo si farà il test dal 14 nov