Ispezione Mef, le somme erogate ai dirigenti saranno recuperate dai successivi fondi del personale

La Redazione
Relazione del Mef sulla verifica amministrativo contabile del Comune di Corato

I dirigenti comunali coinvolti hanno contestato le richieste del Comune e, il 4 agosto scorso, la giunta ha approvato una delibera che dà loro ragione

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Nuovoncapitolo sulla vicenda che trae origine dall’ispezione effettuata nel 2011 anPalazzo di città dal Ministero dell’economia e delle finanze.

Com’è noto, da quei controlli emersero una seriendi irregolarità amministrativo-contabili, alcune delle quali riferite ancompensi indebitamente erogati nei confronti di dipendenti comunali.

Lanquestione toccò anche alcuni dirigenti nei confronti dei quali il Comune erogòncifre superiori rispetto a quanto avrebbe dovuto, in riferimento alla costituzionendei fondi del personale dirigenziale negli anni compresi fra il 2006 e il 2012.

L’amministrazione si difese inviando al Ministerondelle controdeduzioni che però furono ritenute «in larga parte inaccoglibili»,ncircostanza che mise i dirigenti nella posizione di dover restituire ingenti sommenall’ente comunale.

Tantonche, con note del 31 dicembre 2016, il sindaco chiese alle persone coinvolte (gli exndirigenti Maria Fiore, eredi Luigi Gataleta, Antonio Malizia, Giuseppe Amorese,nVitantonio Patruno, GianrodolfonDi Bari e Pasquale Antonio Casieri, l’unico ancora in servizio) di restituirenle somme entro quindici giorni.

Già nel 2014, però, era stato approvato il decretonlegge n. 16, poi convertito con modificazioni dalla legge 2.5.2014 n. 68, chenregolamentava le apposite misure conseguenti al mancato rispetto di vincolinfinanziari posti alla contrattazione integrativa e all’utilizzo dei relativinfondi imponendo il recupero delle somme dovute attraverso il recupero dai fondinsuccessivi. In più, ai sensi del cpv IV del punto 4 della deliberazione della conferenza unificata Stato regioni enti locali del 10.07.2014 n. 87/CU, è in ogni caso preclusa la possibilità di procedere alla ripetizione dell’indebito direttamente sui dirigenti.

I dirigenti comunali coinvolti hanno quindi contestato lenrichieste del Comune e, il 4 agosto scorso, la giunta ha approvato unandelibera che dà loro ragione. Il documento, infatti, fissa la somma da recuperare in 690,115,92 euro e dà mandato «alnDirigente del Settore Ragioneria Personale e tributi di procedere (in applicazione dell’art. 4 delnD.L. 16/2014 convertito in legge n. 68/2014 al recupero dell’indebito attraversonil recupero dai fondi successivi a decorrere già dall’anno 2017, con rate annuali che non devono superare il 25% del fondo per la contrattazione collettiva decentrata integrativa,ndell’area dirigenziale, pari adn€.36.585,27 (considerato il fondo rideterminato dell’anno 2016 di €.n146.341,09) per anni 19, cosi come stabilito dall’art. 40 del D.Lgs. n.n165/2001 modificato ed integrato dall’art. 11 del D.Lgs 75 del 25.05.2017».

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Commenti

  • "salvatore di gennaro" (utente non verificato)

    Un esempio di democrazia, dove il popolo non sa nulla, non decide nulla, non conta nulla.

  • Vito Questo (utente non verificato)

    Che vergogna!

  • "salvatore di gennaro" (utente non verificato)

    Concetta allude alla “oligarchia”, quella forma di governo considerata, nell'antica Grecia, la degradazione della “aristocrazia”, il governo dei migliori. Di “migliori”, un popolo incapace di produrne, non ve ne saranno mai. Quello che preoccupa, ma giusto le pochissime persone socialmente sensibili, è la mancanza, in Italia, della volontà nella ricerca di individui-guida, che non dico siano “ottimi”, ma, quanto meno, appena appena decenti. E se quindi si affaccia qualcuno all'orizzonte che abbia caratteristiche degne di attenzione, non riesce a farsi notare, perchè alieno dal prendere in giro, con chiacchiere, la gente, e a scuoterne il masochismo. Comunque, nel caso in questione, è curioso il non togliere i soldi a chi li ha avuti, ma levarli, con arzigogoli, a chi li deve ancora avere.