Ancora ritardi per piazza Di Vagno, si attende la firma della perizia di variante

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L’intera superficie di piazza Di Vagno è stata ricoperta e nessuno dei ritrovamenti archeologici è visibile in alcun modo. Intanto Legambiente e altri cittadini hanno incontrato i responsabili della Soprintendenza
Ancora una volta per i lavori pubblici i tempi sono più lunghi del previsto. Per piazza Di Vagno ancora si attende che l’azienda che sta svolgendo i lavori e il Comune sottoscrivano la perizia di variante del progetto di riqualificazione.
La firma, prevista per il 9 giugno, è stata rinviata più volte – in ultimo a ieri – ma al momento non se ne ha conferma. Nei giorni scorsi i lavori del cantiere non sono andati avanti: come si vede da questa immagine l’intera superficie è stata ricoperta e nessuna delle parti messe in evidenza dagli scavi è rimasta a vista.
Legambiente intanto, il 9 giugno scorso ha incontrato a Bari i vertici della Soprintendenza. Ha potuto ascoltare il dirigente, Luigi La Rocca, soprintendente per l’archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Bari e Maria Rosaria De Palo, funzionario responsabile per lo scavo.
«Dall’incontro – scrivono – è emerso che i reperti sono in questo periodo in fase di studio per la realizzazione di un’attenta ed accurata documentazione. I ritrovamenti sono in fase di pulizia, di classificazione, di analisi e di studio da parte dell’archeologa individuata dal Comune.
Lo scavo ha avuto l’alternarsi di funzionari della soprintendenza perché chi ha preceduto la dottoressa De Palo è stato collocato a riposo. Dopo questo momento, sarà posto un vincolo alla piazza e il progetto dovrà essere ridefinito da parte dell’amministrazione comunale.
Si desume che una quinta o un manufatto con le relative fondamenta, non potrebbero essere inserite all’interno del sottosuolo, dove insistevano Palazzo Pedone, Palazzo Pagano, Chiesa del Monte di Pietà, Palazzo Nuovo o Candido, o nel Convento dei Frati Minori Conventuali».
La delegazione di Legambiente ha mostrato al dirigente della Soprintendenza ed alla funzionaria preposta la copia «di un’istanza per un evento pubblico pensato per mostrare quanto è stato rinvenuto. L’amministrazione l’ha ricevuto al protocollo il 29 maggio ma finora non ha dato nessuna risposta. Sono previsti ulteriori incontri per valutare e definire la situazione in atto». Legambiente «continuerà a seguire la situazione con attenzione».
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