Apre i battenti un nuovo partito: “Mille patrie”

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La referente per Corato è Angela De Chirico
Arriva anche in città il progetto “Mille Patrie”. Si tratta di un progetto politico nato all’interno di una aggregazione di associazioni di destra identitaria d’Italia pronte a partecipare ad un progetto di unificazione» dicono i responsabili.
L’niziativa è stata presentata a Roma da Angelo Iorio (Patria), Vincenzo Sofo, Fabrizio Fratus (Mille Patrie) e Fabio Sabbatani Schiuma (Riva Destra).
«L’orizzonte politico è quello sovranista ed identitario» continuano. «Al progetto partecipano anche tanti attivisti pugliesi: il coordinatore-portavoce sul territorio regionale è il tranese Francesco De Noia, mentre a Bari è già attivo Francesco Magrone, responsabile cittadino di 1000 Patrie. Angela de Chirico e il gruppo che sostiene il progetto politico di cui è referente cittadina, darà continuità ad un lavoro di radicamento già intrapreso sul territorio di Corato e volto ad intraprendere politiche in primis rivolte fasce più deboli della nostra città.
Lotta alla precarizzazione del lavoro, difesa delle categorie deboli, attenzione per i disagi delle periferie, campagne contro il politicamente corretto: questo sono alcune delle principali battaglie del progetto politico Mille Patrie».
«Il nostro progetto di rimettere al centro della politica il cittadino continua ad avere successo – commenta il coordinatore-portavoce regionale Francesco De Noia – come dimostrano le tante adesioni di cittadini e movimenti che continuano ad alimentarlo e che siamo sicuri contribuiranno ad arricchire il capitale umano, e valoriale con il loro preziosissimo e qualificante contributo».
Prima iniziativa del gruppo cittadino di Mille Patrie è il convegno che si terrà presso la sede dell’Umi sabato 4 marzo alle 18 dal titolo “La comunicazione familiare: proviamo a riprenderci i nostri sensi”. A breve verrà comunicata la data di inaugurazione della sede.
Commenti
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Non credo si possa portare avanti un nuovo discorso politico, limitandosi ad elencare solo degli intenti, senza cioè accennare a come raggiungere i vari scopi prefissi. Il malaffare, il malcostume e le assurdità che caratterizzano il nostro modo di vivere, sono ostacoli insormontabili per chiunque voglia tentare di cambiare l’Italia. Si può anche distruggere la classe politica responsabile delle malefatte, ma non ciò che di pessimo essa ha creato e che è diventato troppo economicamente importante per l’agguerrita, spietata ed ormai istituzionalizzata delinquenza. Ad essa l’Italia serve così com’è, e guai a chi volesse tentare seriamente, non cioè solo a parole, di cambiare le cose. Ecco perchè non nascono, a livello nazionale, politici “eroi”, ma solo amministratori locali, ai quali però incendiano le auto. Ed essi desistono subito. Se galleggiamo ancora, ringraziamo solo l’Europa…







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